‘Commissario incompatibile’ – Per l’ex presidente della Riserva alcuni atti potrebbero essere viziati e quindi nulli

ARCE – «Giorgio Bortone non può svolgere le funzioni di commissario o presidente dell’Azienda Speciale Consortile d’Isoletta».
E’ Antonio Fraioli, ex presidente della Riserva Naturale a sostenerlo. Secondo Fraioli, infatti, il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali sarebbe chiaro.
«L’articolo 63 del decreto legislativo 267 del 18 agosto 2000 – spiega Fraioli – dice espressamente che “non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della Provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale l’amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento dell’ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20 per cento di partecipazione rispettivamente da parte del Comune o della Provincia o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell’anno il dieci per cento del totale dell’entrate dell’ente”. Il comune di San Giovanni Incarico – dice ancora Fraioli – è titolare per circa il 30 per cento di partecipazione all’Azienda Speciale facendone conseguire che il signor Bortone non può svolgere funzioni di commissario che gli sono state affidate».
Per questo l’ex presidente ha inviato una nota, inviata per conoscenza al presidente della Provincia e agli enti aderenti, con la quale chiede al sindaco e al segretario comunale di San Giovanni Incarico un certificato attestante che Bortone ricopre attualmente la carica di consigliere comunale.
«Si invitano ancora una volta – si legge a margine della stessa missiva inviata da Fraioli anche alla Procura della Repubblica – il presidente della Provincia e gli enti in indirizzo a provvedere in merito, poiché tutti gli atti formalizzati da Giorgio Bortone sono nulli e viziati di legittimità. Come si fa inoltre rilevare – conclude Fraioli – che alcuni atti amministrativi posti in essere in questi ultimi giorni, avrebbero la forza di lambire le corrette norme giuridiche».

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