‘Compostiera da ripensare’ – L’esponente di minoranza: Senza le autorizzazioni necessarie il progetto sarà un flop

ARCE – Cinquantacinque mila euro per l’acquisto di una macchina per il compostaggio elettro-meccanico. L’Amministrazione comunale di Arce intende acquistare un macchinario per realizzare una sorta di compostiera di comunità.
Si tratterebbe di un particolare macchinario che serve ad accelerare il naturale processo di compostaggio a cui vengono sottoposti i rifiuti organici. Il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, in vigore in paese, ritira direttamente presso le abitazioni dei cittadini ed in maniera separata i cosiddetti rifiuti organici, ossia immondizia composta da tutte quelle sostanze di origine vegetale o animale, come residui di cucina, scarti di potatura del verde ecc., che mediamente occupano circa un terzo dei rifiuti solidi urbani. Molti cittadini hanno optato, a fronte di un sconto percentuale sull’imposta da pagare, di smaltire questo particolare tipo di frazione umida con delle compostiere domestiche fornite dal Comune. Altri, in molti casi per mancanza di spazi adeguati, hanno scelto di conferirlo nel sistema di raccolta. Con questa attrezzatura l’Amministrazione civica potrebbe trattare in proprio il rifiuto organico proveniente da queste utenze ed evitare il conferimento nel ciclo gestionale regionale con un importante risparmio.
«Un progetto ambizioso – fa notare il consigliere di minoranza Emanuele Calcagni – se non fosse che senza le necessarie autorizzazioni il Comune di Arce rischia di mandare a vuoto una spesa comunque importante. Nella determina – prosegue Calcagni – si fa riferimento alla collocazione della macchina all’interno dell’isola ecologica. Area che non risulta attiva e ferma ormai da anni. Senza contare che per la gestione dei rifiuti in proprio occorrono tutta una serie di autorizzazioni della Regione e dell’Agenzia Regionale per la Protezione ambientale di cui, al momento, non si vede traccia. La determina dirigenziale – prosegue ancora l’ex assessore – sembrerebbe priva di una delibera d’indirizzo della giunta. Insomma, anche per iniziative che potrebbero portare dei vantaggi alla comunità, l’approssimazione amministrativa rischia di vanificare tutto, facendo spendere al Comune somme per apparecchiature che rischiano di rimanere inutilizzate. Invito pertanto l’Amministrazione – ha concluso Emanuele Calcagni – a ripensare questo tipo di acquisto e di premunirsi preventivamente delle necessarie autorizzazioni, inclusa quella paesaggistica per il completamento dell’isola ecologica».

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