‘Condannato il sistema politico’ – L’ex consigliere Maria Antonietta Cannavacciuolo torna sulla vicenda

ARCE – «E’ stato condannato un intero sistema politico del paese». Maria Antonietta Cannavacciuolo, ex consigliere comunale, torna a parlare della vicenda che, per anni, l’ha vista impegnata politicamente. L’affaire del centro gestionale della media Valle del Liri di piazza Umberto I, infatti, è stato sollevato proprio dall’ex consigliere comunale e dall’ex sindaco Mario Colafrancesco. Alla memoria dei cittadini ritorneranno senz’altro i diversi incontri organizzati nelle piazze del paese per denunciare pubblicamente lo
«scempio» che si andava profilando allo skyline del paese. Probabilmente, a quel tempo, nessuno mai avrebbe potuto immaginare la sentenza arrivata in questi giorni. L’intervento di oggi di Maria Antonietta Cannavacciuolo, però, è mirato proprio a mettere in guardia quanti credono di poter scaricare responsabilità ben diverse da quelle oggetto di pronuncia della Magistratura. «Questa sentenza –ha detto – non condanna solo Luigi Germani, ma tutto un sistema politico ben noto. Germani, infatti, all’epoca dei fatti, era sindaco e capo di una compagine che ha sempre rifiutato ogni tipo di confronto, su una vicenda che si è trascinata per anni tra divieti di accesso agli atti, denunce ed esposti arrivati da più parti. Non hanno mai accettato – ha aggiunto ancora – alcuna proposta, perché la loro strategia era quella di far ricadere, di fronte ai cittadini ignari, tutte le responsabilità sull’opposizione. O meglio su di me, rea di aver sempre contestato prima di tutto l’ubicazione di un’opera di cui, ancor oggi, non è chiara l’utilità. Flussi e masse di turisti nel nostro paese non se ne sono mai visti e andava bene costruire un palazzo, ma perché proprio lì? Perché spendere quella marea di soldi dei contribuenti, quanti tutti sanno che il paese non aveva bisogno di un polo turistico, ma casomai di scuole nuove, di un parco giochi degno di questo nome, di una sala convegni o di spazi da destinare ai giovani? Oggi, da cittadina, sento il dovere di dire che su questa storia molti sono stati, e tanti lo sono ancora, i codardi che hanno agito nell’ombra. Magari c’è qualcuno che dimenticando il passato, canta vittoria ed è pronto a ricominciare. Ma sia ben chiaro – ha avvertito la Cannavacciuolo – ad essere stato condannato è l’intero paese che ha dovuto in questi anni sborsare soldi per le spese legali e avere un’opera che chissà se verrà ultimata e uno scorcio di paese desolatamente deturpato».

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