Convolati a nozze i ‘Mila e Shiro’ del volley italiano – Domenica scorsa nella chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo

ARCE – La coppia più bella del volley è convolata a nozze.
Alessandra Pinese e Giuseppe Patriarca, due campioni della serie A-1 di pallavolo, hanno pronunciato il loro fatidico “si” domenica scorsa nella chiesa parrocchiale di Arce. Lui è un po’ l’orgoglio arcese, fresco campione d’Italia nella massima categoria del volley, è stato determinante per la vittoria del primo scudetto della Bre Banca lannuti Cuneo. Lei, Alessandra è di Lestizza (Udine) e a luglio prossimo compirà 35 anni. Due carriere impressionanti: tutti e due sono passati anche dalla Nazionale: lei convocata da Bonitta, lui da Bebeto. Ma, approfondendo sulla loro bellissima storia d’amore, si scopre piacevolmente che sono considerati la coppia forse più famosa della pallavolo, non fosse altro che per tutti i compagni di squadra che hanno avuto in più di 15 anni di carriera. Sempre fidanzatissimi, hanno deciso di sposarsi ad Arce in una splendida e semplice cerimonia piena di sorrisi e tanti cittadini che non hanno voluto far mancare il loro affetto ai due beniamini. Sono passati quasi quindici anni da quando si sono conosciuti. Ale aveva 20 anni, Peppe 18, i loro allenamenti e le loro partite si incrociavano al Palapanini di Modena. Era il 1995/96, lui era in Junior League, ma giocò e vinse la finale di Champions di Bologna, al posto di Cantagalli infortunato. Lei  si contendeva il posto con la Fontanesi e fece quella che fino ad ora è stata la sua unica finale scudetto, persa contro Bergamo. Si sono conosciuti, piaciuti e fidanzati. «Il primo passo lo ha fatto lui – racconta Alessandra nel blog della Gazzetta dello Sport -. Figuriamoci, chiacchierone com’è. Io non ci credevo che fosse più giovane di me, al primo appuntamento gli ho chiesto il documento». E poi hanno cominciato un vero e proprio inseguimento: l’anno dopo Alessandra era a Reggio Calabria, Peppe a Ravenna. «Abbiamo sempre pensato – ha aggiunto – che saremmo stati felici insieme solo se ognuno di noi fosse libero di fare la propria carriera». In effetti a metterle a confronto c’è da restare incantati, soprattutto per come in tutto questo tempo siano riusciti a restare sempre insieme. La spiegazione sta tutta in un grande amore che ha consentito loro di accorciare le distanze. Così è andata quando uno era a Bergamo e l’altro a Reggio Calabria, o quando Alessandra era a Charleroi, Belgio e Peppe ad Almeria in Spagna (dove avrebbe vinto lo scudetto). «Ogni lunedì mattina racconta ancora da Malaga andavo a Bruxelles, prendevo un’auto a noleggio e guidavo fino ad Almeria. Di sacrifici e pazzie ne abbiamo fatti tanti tutti e due, ma io – sottolinea ironica – ho fatto più chilometri». Poi l’anno scorso quando lei, dopo qualche mese a Malaga, aveva deciso di smettere  aveva cominciato a fare qualche supplenza alla scuola elementare di Cervia, dove andranno a vivere, è arrivata la chiamata della squadra di Villa Cortese, a pochi passi da Cuneo. «E’ stata una delle più grandi fortune della mia carriera – dice ancora lei  – perché questo ambiente ha tirato fuori il meglio di me». L’ultima corsa, i due pallavolisti, l’anno fatta per mettere a punto l’organizzazione del matrimonio. «Abbiamo fatto tutto per telefono – ha detto Peppe – e in questi  ultimi giorni abbiamo ultimato quello che mancava per questo importante giorno».

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