‘Crudele caccia alle streghe’ – L’uomo chiede rispetto per la verità dei fatti: chi ha sbagliato va punito

ARCE – «Più sensibilità e rispetto per quello che è accaduto. Fermiamo se è ancora possibile questo vortice che può diventare molto pericoloso».
E’ l’ accorato appello  del padre di uno dei quattro ragazzi coinvolti nella vicenda della notte di halloween. L’invito pressante del genitore arriva, secondo quanto lo stesso sostiene, dopo una serie di eventi che finirebbero per compromettere ulteriormente una situazione di per se già molto delicata.
«Ho sentito – ha detto l’uomo – l’esigenza di rivolgere questo appello pubblico a madri e padri come me, che sanno cosa vuol dire essere genitori di un ragazzo sedicenne in una realtà come la nostra. L’hanno chiamato il ragazzo “extracomunitario”, nonostante sia residente ad Arce da molti anni, evidenziando più volte una differenza di fondo che è propria di una mentalità pericolosa. Il mio intervento è doveroso a sostegno e tutela della sua immagine in un fatto in cui siamo interessati a sapere qual è la verità. Se c’è qualcuno che ha sbagliato – ha detto ancora – è giusto che paghi. E’ successo a questi ragazzi, ma sono convinto che poteva accadere a chiunque altro e mi chiedo se si possono mettere alla gogna questi minori e il loro futuro, parlando di “branco”, violenze inaudite e alimentando rancori, piccoli ricatti e notizie infondate. Mi sono rivolto a questo giornale – ha aggiunto ancora l’uomo – perché è stato l’unico quotidiano a trattare la notizia con le dovute cautele, prediligendo l’informazione del fatto in sé, senza avventurandosi in scenari interessati a dipingere un contesto sconvolgente che di fatto non c’è. E fin troppo facile finire di affossare un paese già colpito da gravissimi fatti di cronaca senza sapere quanto è accaduto realmente. Io credo che questo delicato compito vada lasciato unicamente agli organi giudiziari di competenza che, sono sicuro, faranno di tutto per fare chiarezza e punire eventualmente che ha sbagliato. E’ tempo, anche per gli adulti, di mostrare maturità e darsi da fare affinché i nostri giovani crescano nell’ambiente migliore possibile. In questi giorni ho potuto verificare personalmente anche la pericolosità di certi social network. Su Facebook, ad esempio, questi ragazzi se ne stanno dicendo di tutti colori, tra minacce e rinfacciandosi accuse davvero riprovevoli. Anche su questi mezzi moderni c’è bisogno di più attenzione da parte di tutti. Per ciò che riguarda mio figlio, posso dire che noi cerchiamo costantemente di svolgere con lui un’attività educativa alla quale, fino ad oggi, ha risposto in maniera esemplare. Il mio appello non vuole essere in difesa di nessuno e tantomeno in accusa. Ma – conclude – da questi fatti bisogna essere in grado di reagire uscendo da un vortice molto pericoloso».

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