Da Arce un encomio alla sanità ‘che resiste’ – Da una cittadina arcese ‘questa è la faccia della buona sanità’

ARCE – Non solo proteste, lamentele e testimonianze di malasanità. Per fortuna. E se anche in numero esiguo, accogliamo sempre con piacere note e lettere di utenti che sulla sanità locale (in questo caso sorana) riaccendono le speranze.
L’ultima, in ordine cronologico, arriva da una cittadina arcese, Marialuisa Lancia, che ricoverata due volte nell’arco di quindici giorni nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del SS. Trinità di Sora, per problemi che minacciavano la sua gravidanza, parla di «assistenza intensa, professionale e scrupolosa da parte di un team del primario Enrico Donfrancesco».
«Il personale medico e paramedico – si legge in un passo della nota – mi hanno curato, lenendo il mio dolore fisico ed individuando la cause del malessere che minava la mia salute e la tranquillità di una gravidanza giunta al settimo mese. Ora che ho lasciato il reparto, intendo ringraziare tutti i medici, gli ostetrici, le infermiere, gli ausiliari che hanno curato me e le altre gestanti. Questa è la faccia buona della Sanità. Una Sanità che resiste e pone la professionalità e l’umanità alla base della sua azione giorno e notte, senza trascurare quella sensibilità che fa sentire le persone inferme, nel momento della loro debolezza, rispettate e curate con affetto e dedizione».

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