Da palazzo fatiscente a sede con le stellette – La struttura di via Magni sarebbe concessa in comodato d’uso ai carabinieri

Nuova caserma dei carabinieri, l’Amministrazione avvia l’iter per il recupero del fabbricato fatiscente lungo via Magni. E’ stata pubblicata nei giorni scorsi una delibera della giunta municipale in cui si manifesta l’intento da parte del Comune di Arce di concedere in comodato d’uso gratuito un immobile di proprietà comunale alla Legione Carabinieri del Lazio. Dopo l’accordo stipulato con la Guardia di Finanza, alla quale è stato assegnato il vecchio stabile che ospitava il nido comunale da adibire a sede della Brigata di Ceprano, l’amministrazione Simonelli si appresta a seguire lo stesso iter per assicurare alla Stazione dei Carabinieri di Arce una nuova ubicazione, più centrale e probabilmente più consona. Non solo. A quanto pare, l’operazione, se portata a buon fine, porterebbe anche altri due vantaggi non di poco conto. Il primo, quello di recuperare un palazzo considerato dagli arcesi come uno degli emblemi dello scempio edilizio a cui è stato sottoposto il paese negli ultimi trent’anni. Il secondo, invece, quello di consentire un forte risparmio alle casse del Ministero dell’Interno che oggi paga un’ingente somma per l’affitto che ospita la caserma. C’è da dire, però, che, come per il vecchio fabbricato dell’Onmi, anche questa struttura è stata oggetto di forti polemiche politiche e le sue vicende sarebbero ancora al vaglio degli inquirenti. Non appare ancora chiaro, infatti, come sia stato possibile per il comune di Arce acquistare un fabbricato dove lo stesso ente ne aveva richiesto la demolizione perché ritenuto pericolante e non in condizioni strutturali da essere recuperato. Una contraddizione che a suo tempo fu evidenziata dall’allora consigliere comunale Marcello Marzilli, che portò il caso all’attenzione della Procura e del Prefetto di Frosinone. Da quanto si sa, infatti, le indagini sarebbero ancora in corso e comunque il caso non sarebbe stato archiviato. Un paio di mesi fa, la struttura è stata dissequestrata perché si sarebbe concluso il procedimento a carico dei proprietari che, a quanto pare, sarebbero stati condannati per mancata demolizione. Nel frattempo il Comune ha acquistato l’immobile per 60.000 euro.

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