‘Decurtazioni ai funzionari, scelta negativa per il paese’ – Gianni Nardone critica la riduzione delle indennità

ARCE – «La scelta di decurtare i funzionari ricadrà negativamente sul paese».
Interviene così il consigliere comunale di minoranza Giovanni Nardone circa il problema della riduzione delle specifiche indennità di circa il 50%, all’indomani delle esternazioni di alcuni ex amministratori comunali.
«Personalmente – scrive Nardone in un comunicato – non intendo farmi trascinare in una polemica con la maggioranza sull’opportunità o meno di procedere a tale riduzione, ma credo che sia necessario fare alcune riflessioni sulle modalità pedestri adottate nel realizzare tale atto amministrativo, che rischia di ritorcersi contro la maggioranza in primo luogo e poi sui cittadini, che dovranno accollarsi le spese del contenzioso, a questo punto quasi certo. Dall’esame della documentazione pubblicata sull’Albo pretorio on-line del Comune di Arce – spiega ancora il consigliere – è possibile verificare alcune macroscopiche incongruenze. La prima è che nei decreti non viene riportato il parere obbligatorio del Nucleo di Valutazione Interno, che deve provvedere a “giudicare” i dirigenti e a verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Quindi, la prosa utilizzata nella scrittura degli atti in questione somiglia più a quella delle pagelle che dei resoconti di bilancio. Infatti, non tiene conto e non cita tramite appositi dati quali obiettivi siano stati raggiunti a quali no. Inoltre, non si ha notizia dell’informazione o consultazione eventuale delle organizzazioni sindacali territoriali e di categoria, fermo restando l’autonomia decisionale dell’Ente. Infine – conclude Nardone – non si evince come mai tale scelta del sindaco vada a scontrarsi con un parere del Nucleo di Valutazione Interno che aveva provveduto a “giudicare” i dirigenti con le stesse valutazioni degli anni precedenti dove non ci sono state decurtazioni. Pertanto, mi pare di capire che all’ondata di scontento popolare che sta montando in paese non si vogliono dare risposte concrete ed obiettive, ma solo irrigidimenti politici ed amministrativi che faranno aumentare il contenzioso legale a cui poi saranno costretti a mettere rimedio i cittadini».
 

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