Delitto Mollicone, 9 anni di buio – Ieri sera, a ‘Chi l’ha visto’, l’intervista alla figlia del brigadiere Santino Tuzi

ARCE – Una rosa rossa per Serena.
E’ quella raffigurata nel manifesto per il nono anniversario della tragica scomparsa della studentessa di Arce. La famiglia Mollicone invita «quanti continuano ad amare Serena» alla celebrazione in suffragio prevista per questa sera, alle 18, presso la chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo di Arce.
Nove lunghi anni sono passati da quel primo giugno 2001, quando, due giorni dopo, ai margini del boschetto dell’Anitrella, è stato ritrovato, tra le sterpaglie, con le mani e i piedi legati e la testa infilata in un sacchetto di plastica, il corpo privo di vita di Serena.
L’anniversario della scomparsa di Serena, che oggi avrebbe avuto 27 anni, torna puntuale a turbare gli animi degli arcesi. Chi l’ha uccisa? Per quali motivi? L’assassino e i suoi complici, dove sono ora? Domande che papà Guglielmo si ripete in ogni istante sollevando ipotesi, contestando indagini, spronando a non voler far chiudere il caso così drammatico senza un colpevole, senza sapere cosa sia accaduto.
Ieri sera, su Rai Tre, nella trasmissione “Chi l’ha visto?” è andata in onda un’intervista alla figlia di Santino Tuzi, il brigadiere che si è tolto la vita due giorni dopo essere stato ascoltato dai magistrati proprio sul caso Mollicone. «Penso che mio padre – si legge in una dichiarazione della ragazza anticipata nei giorni scorsi alla stampa dalla redazione del programma – durante le indagini abbia assistito a qualcosa o saputo qualcosa, e gli è stato detto di non rivelare niente. Mio padre non è riuscito a tenersi tutto dentro, e ha deciso magari di chiudere la sua vita in questo modo. Forse era stato minacciato dalla stessa persona che gli aveva chiesto di non dire niente. Forse le minacce erano anche nei nostri confronti, poteva succederci qualcosa. Oppure – ha concluso – per proteggerci ha deciso di suicidarsi».
 

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