Dietro-front sull’Unione – Ufficialmente i motivi della decisione sarebbero legati a cavilli burocratici

ARCE – Unione sì, no, forse.
Non sarà certamente la seduta civica di lunedì prossimo a chiarire questo dubbio, dal momento che proprio ieri il presidente del consiglio comunale, Gianfranco Germani, ha comunicato il ritiro del punto dall’ordine del giorno.
Ufficialmente alla base della decisione di rinviare il voto ci sarebbero problemi di natura squisitamente tecnica: alcune norme in materia di adesione all’ente sovra comunale, a quanto pare non sufficientemente chiare.
Lo stesso assessore all’Ambiente, Vincenzo Colantonio, principale sostenitore dell’ingresso di Arce nell’Unione dei Comuni “Antica Terra di Lavoro” per poter effettuare il servizio di raccolta differenziata porta a porta in forma consociata, ha ritenuto giusto sospendere per un attimo “l’operazione” al fine di verificare meglio alcuni termini della normativa.
Su quello che sembrerebbe un temporaneo dietro-front, però, c’è anche una versione ufficiosa, relativa a particolari clausole per un’eventuale fuoriuscita dall’Unione che sarebbero diverse da comune a comune. Nella fattispecie, qualora fosse il municipio arcese a decidere di lasciare l’ente, sarebbe necessario l’assenso di due comuni fondatori dello stesso. Insomma: prima di pronunciare il fatidico “si” all’Antica Terra di Lavoro e a Salvati, l’amministrazione Simonelli intende tutelarsi e capire bene cosa l’aspetta anche in termini di servizi che, in conseguenza dell’adesione, dovrebbero essere necessariamente consociati.

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