Dipendenti comunali sulle barricate – Dichiarato lo stato di agitazione

ARCE – Dipendenti comunali in stato di agitazione.
Si sono svolte nei giorni scorsi due infuocate assemblee dei lavoratori del Comune di Arce. Oggetto degli incontri è stato la mancata applicazione dell’accordo raggiunto con la delegazione trattante del 22 dicembre 2010, recepita anche con un atto deliberativo della Giunta municipale, l’ultimo giorno dello scorso anno.
A quanto pare i lavoratori sarebbero stanchi di vedere sistematicamente non rispettati gli accordi raggiunti. Sono passati sei mesi e delle progressioni orizzontali pattuite per gli anni pregressi al 2011 (annualità dalla quale fino al 2014 non saranno più possibili) non se n’è vista l’ombra. Anzi ci sarebbe agli atti dell’ente una missiva del nucleo di valutazione che di fatto bloccherebbe o limiterebbe quanto sancito dalla delegazione trattante e di conseguenza dalla delibera di giunta. Insomma, in tempi già difficili, le buste paga dei lavoratori comunali non avrebbero quegli scatti economici previsti nel tempo, nonostante le risorse di bilancio sarebbero state previste. Una situazione che sta creando disagio e malumore tra i dipendenti dell’ente ai quali in continuazione vengono chiesti sacrifici al fine di far comunque funzionare la macchina amministrativa. Diversi di loro ci hanno ricordato che la pianta organica prevede il doppio dei lavoratori in servizio, che l’ente è sprovvisto di alcuni requisiti fondamentali per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, che gli uffici e le attrezzature sono spesso carenti ed inadeguati. Tutta una lunga serie di problematiche tollerate dai lavoratori al fine di offrire la massima collaborazione all’amministrazione del paese.
«Ora – ci ha detto un dipendente – se le cose stanno in questo modo vuol dire che i nostri sforzi non sono riconosciuti e che probabilmente, nell’immediato futuro, dovremo rivedere il nostro atteggiamento».
Per ora l’assemblea ha sancito uno stato di agitazione generico, ma già dai prossimi giorni potrebbero essere attivate le diverse procedure di tutela dei lavoratori. Senza escludere una serie di ricorsi al Giudice del Lavoro con un conseguente aggravio di costi per tutti.
 

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