Divario tra politica e contingenza – L’opposizione si divide sulla contingenza del particolare momento e le responsabilità politiche del caso

ARCE – L’opposizione si divide sulla contingenza del particolare momento e le responsabilità politiche di quanto accaduto.
Sara Petrucci non usa giri di parole per ricordare alla maggioranza e al pubblico presente che il sindaco di oggi, era l’assessore alla pubblica istruzione di ieri.
«Come è possibile che l’assessore al ramo non conosceva tali fatti? – Si chiede l’esponente del Pdl – Com’è possibile che ci si è ridotti all’ultimo momento per intervenire con determinazione? La verità è che solo grazie all’intervento coraggioso dell’assessore Colantonio, e di questo fatto gli diamo atto, ci si è mossi. Ma le responsabilità – ha concluso la Petrucci – non possono di certo essere eluse o addirittura scaricate». «E’ stata fatta troppa confusione sull’argomento – ha detto invece Gianni Nardone -. Qui si sta giustamente sollevando una questione in via prudenziale perché ad oggi non c’è nessun atto formale che dica che queste scuole siano inagibili. Quindi – ha concluso – l’intera vicenda andava gestita in altro modo e non allarmando le famiglie come è stato fatto irresponsabilmente da qualche assessore». «L’amministrazione – ha detto invece il capogruppo Luigi Germani – si è mossa male, in quanto alla luce della delibera regionale avrebbe dovuto chiedere immediatamente l’apertura di un tavolo e la devoluzione dei finanziamenti per la sicurezza degli edifici. Per quel che capisco io – ha detto ancora Germani – sulla vecchia scuola media c’è poco da intervenire, li andrebbero presi dei provvedimenti drastici, con una demolizione integrale ed una ricostruzione». Un appello ad un forte senso della responsabilità, invece, è venuto dal consigliere Marzilli. «Le polemiche che si inseguono da sole – ha detto – non servono a nessuno, anche perché tra questi banchi ci sono persone che hanno condiviso lo stesso percorso amministrativo. Quindi – ha sottolineato Marzilli – noi non intendiamo esimerci dalle nostre responsabilità e allo stesso modo, credo, che anche gli altri debbano fare».
 

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