‘Dodici mesi di segno positivo’ – Tagli alla sanità locale e crisi dell’occupazione, le ricette del primo cittadino

ROCCADARCE – Ultimo giorno dell’anno e il sindaco Rocco Pantanella, traccia un bilancio dei dodici mesi appena trascorsi.
Sindaco, il 2012 è ormai in archivio, che cosa può dirci dell’anno trascorso?
«Abbiamo fatto tante cose in questo anno. Insieme alla mia Amministrazione abbiamo proseguito il cammino amministrativo senza intoppi. Molteplici sono le iniziative portate avanti dalla mia Amministrazione al fine di offrire ai cittadini i servizi di cui necessitano. E’ stato un anno difficile per la crisi economica che ha investito l’Italia. Anche localmente si risente, ma Rocca d’Arce è riuscita ad andare avanti senza grossi problemi. Basti pensare che nel corso dell’anno abbiamo realizzato numerose opere pubbliche, e questo senza ricorrere a un aumento della pressione fiscale».
A quali opere pubbliche si riferisce?
«Mi riferisco per prima cosa all’opera di restyling che ha interessato il centro storico. Dal giorno in cui mi sono insediato, ho avuto sempre a cuore il nostro borgo medioevale. E’ un patrimonio che va tutelato e difeso e oggi appare ancora più bello dopo i lavori che abbiamo eseguito nei primi mesi dell’anno. Mi viene in mente anche il parcheggio adiacente alla chiesa parrocchiale, un’opera molto importante e che riqualifica la zona dell’antico castello. Penso alla risistemazione della strada provinciale di accesso al paese: arteria per molti anni occupata parzialmente da una frana e che in questo anno abbiamo risistemato, mettendo in sicurezza la zona con un muro in pietra stupendo. Inoltre  la manutenzione ordinaria e straordinaria con interventi quotidiani che permettono ai cittadini di avere un paese accogliente».
Faceva riferimento alla pressione fiscale. Che cosa può dirci in proposito?
«Abbiamo le aliquote per servizi più basse. Non ci piace mettere le mani nelle tasche dei nostri concittadini. Riusciamo a offrire loro servizi razionalizzando e ottimizzando la spesa, nel pieno rispetto del principio di efficienza, efficacia ed economicità».
In tema  di tasse viene da pensare alla famigerata Imu. Che cosa ci dice al riguardo?
«I nostri cittadini hanno pagato il minimo previsto dalla legge, con le aliquote sulla prima e seconda casa al minimo. Ci siamo imbattuti in questa nuova imposta e subito ci siamo dichiarati contrari. Contrari in quanto è iniqua, infatti non colpisce la capacità contributiva dei soggetti ma aggredisce la casa, un bene da tutelare e che rappresenta i sacrifici e il sudore dei nostri cittadini».
Spostiamo l’attenzione fuori dalle mura di Roccadarce. L’Italia sta vivendo un momento difficile. Quali sono secondo lei i riflessi sociali di questa crisi?
«La crisi economica che ormai insiste sul nostro Paese da oltre un anno sta provocando gravi ripercussioni sociali sul nostro paese. Ci troviamo ad affrontare la crisi più grave dal secondo dopoguerra. Crisi che sta interessando anche la nostra provincia. Vorrei soffermare l’attenzione su tre temi importanti: la crisi occupazionale, la sanità e la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica. Il nostro territorio sta attraversando una grave crisi occupazionale. Molte aziende sono in difficoltà. Si tratta di una crisi che ha ripercussioni gravi su tutto il territorio ciociaro. Le aziende chiudono, la media e piccola imprenditoria sono in crisi e tutti il sistema economico locale ne risente. C’è bisogno di un piano di rilancio dell’economia locale, che possa promuovere la ripresa economica locale, favorendo forme di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro».
Capitolo sanità: lei è un medico e quindi vive quotidianamente le difficoltà di questo settore.
«Di professione faccio il medico presso il Pronto soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone. Si tratta di un presidio ospedaliero molto importante in quanto ha come bacino di utenza l’intera provincia. E’ inaccettabile assistere a continui tagli al settore. I nostri cittadini non devono essere considerati pazienti di serie B. la salute è un diritto costituzionalmente riconosciuto ed è nostro dovere difenderlo in ogni sede, dando la possibilità ai nostri cittadini di essere curati presso le nostre strutture. Non è possibile che i nostri pazienti debbano essere trasportati presso strutture al di fuori della provincia perché a Frosinone non esiste un reparto di Neurochirurgia».
Che cosa bisogna fare secondo lei per migliorare la sanità in Ciociaria?
«Per prima cosa andrebbero messe in capo una serie di iniziative per il potenziamento dei poli ospedalieri di Sora, Cassino e Alatri. Sono presidi molto importanti per il nostro territorio e che geograficamente riescono a coprire tutta la Provincia. Quindi Frosinone che è l’ospedale di riferimento e va tutelato in ogni forma. Bisogna investire su questa struttura e battersi in ogni sede per permettere al nosocomio capoluogo di avere una Dea di secondo livello. E’ assurdo assistere a migrazioni al di fuori della Regione, in quanto non riusciamo localmente a fornire servizi sanitari indispensabili per i nostri cittadini».
In ultimo, lei lamentava un generale scetticismo verso il mondo della politica.
«Viviamo una profonda sfiducia nel mondo della politica. I recenti fatti di cronaca lo hanno messo in cattiva luce agli occhi dei cittadini. Ci troviamo di fronte a una classe dirigente che ha sbagliato e che deve essere necessariamente sostituita. C’è bisogno di un ricambio fisiologico, permettendo alla gente  di avere più fiducia nei politici. Fiducia in persone che si sbattono per l’interesse comune ponendo al primo posto il bene collettivo e non gli interessi privati».
Al termine della nostra chiacchierata sindaco, rivolga lo sguardo all’anno che verrà.
«Il 2013 dovrà essere l’anno della rinascita, abbiamo le capacità per farlo. Molte opere sono in cantiere a Rocca d’Arce e metteremo in campo tutte le nostre forze per mantenere un elevato standard di servizi da offrire ai nostri cittadini. Con questo auspicio, auguro a tutte le famiglie di Rocca d’Arce e ai lettori di “Ciociaria Oggi”, un felice e sereno 2013».
 

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