Dopo settimane di tensioni tutti a scuola alla stessa ora – Alla fine ci sono entrati tutti

ARCE – Alla fine ci sono entrati tutti.
Gli alunni delle elementari hanno iniziato, ieri mattina, il nuovo anno scolastico presso gli edifici della scuola media. E, da quanto sembra, la vera novità è che non sarà più necessario mettere in piedi una turnazione delle classi.
Il dirigente scolastico assieme ai suoi collaboratori ha disposto l’utilizzo di ogni minimo spazio per scongiurare il turno pomeridiano. Certo che alcune classi sono sistemate alla meglio, ma, per far fronte all’emergenza di due o tre settimane, il disagio può essere sopportato; anche perché lo spauracchio del secondo turno vuole essere evitato da tutti.
Ieri mattina la scuola ha fatto la sua accoglienza festosa e, questa volta, c’erano anche diversi assessori, il presidente del consiglio comunale e il sindaco Simonelli. Tutto è bene quello che finisce bene, verrebbe da dire, se non fosse che alle spalle si lasciano nove giorni di tensioni, discussioni, incertezze che ora, per fortuna, appaiono già lontane.
Adesso la questione si sposta tutta sull’impegno dell’amministrazione comunale di realizzare, in massimo trenta giorni, i lavori da adeguamento delle aule. Un impegno importante quello che il sindaco ha preso di fronte all’assemblea dei genitori:«Noi ci mettiamo la nostra faccia – ha detto in quell’occasione – e manterremo il nostro impegno così coma abbiamo mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale di dare ai nostri ragazzi delle scuole sicure».
Sul fronte politico, invece, la situazione è tutt’altro che calma. Le accuse di strumentalizzazione lanciate dall’assessore Colantonio hanno infuocato il clima con l’opposizione. «L’ineffabile assessore – ha sottolineato Marcello Marzilli – si chiarisca le idee e smetta i panni del “rivoluzionario di carta” per indossare quelli di amministratore che deve dare delle risposte alla comunità. Trovo francamente sconclusionate – ha rincarato il consigliere di minoranza – le argomentazioni di Colantonio che ora, dopo una evidente “conversione sulla via di Damasco” addirittura celebra il coraggio del Consiglio d’Istituto che, solo alcuni giorni fa, aveva tacciato di “collaborazionismo” con i genitori che facevano prevalere i loro interessi personali sulla incolumità dei figli. Vincenzo Colantonio, a cui riconosco il coraggio di aver sollevato il grave problema della sicurezza degli edifici scolastici, senza curarsi degli inevitabili imbarazzi che avrebbe creato al sindaco di Arce Roberto Simonelli e agli altri componenti della sua compagine, non ha il privilegio però di potersi arrogare uno speciale diritto all’insulto». «Questo “soggetto inqualificabile” – ha commentato invece Gianni Nardone – dopo aver tirato fuori la storia delle scuole di Arce, continua su un social network ad offendere i consiglieri della minoranza consiliare, esponenti delle istituzioni scolastiche e, quello che è più grave, i genitori degli alunni. Questo “nipotino di Stalin”, mentre sapendo di mentire, tacciando il gruppo di opposizione di avere preso una posizione strumentale sulla questione, quando questa metodologia è stata sempre una sua caratteristica. La questione sicurezza – ha concluso Nardone – la riaffronteremo nella serata del 21 durante il consiglio comunale e, sicuramente, ne sentiremo delle belle».

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