E’ caos sulle indennità – La contestazione è sempre la stessa: la mancanza di atti deliberativi. Ma gli interessati preparano i ricorsi e anche a livello politico si annuncia battaglia: ‘Atti puramente ritorsivi’

ARCE – L’Amministrazione comunale di Arce richiede le indennità di posizione ai funzionari in pensione.
Dopo le determinazioni dello scorso giugno, dirette al recupero delle indennità «indebitamente percepite» da due responsabili di area attualmente in servizio presso l’ente di via Milite Ignoto, ieri mattina sono partite le notifiche per altri due dirigenti in quiescenza
Anche in questo caso, nella determina del responsabile dell’ufficio amministrativo, si contesta ai dipendenti di aver percepito il massimo consentito delle indennità senza che «l’attuale Amministrazione avesse emanato alcun atto in tal senso».
Secondo la disciplina contrattuale in materia di posizioni organizzative, infatti, l’importo della retribuzione aggiuntiva annuale dei funzionari, oscillerebbe tra un minimo di euro 5.164,56 (i vecchi dieci milioni di lire) ad un massimo di euro 12.911,42 (pari a venticinque milioni di lire) demandando agli Enti locali la graduazione della stessa in rapporto a ciascuna delle posizioni organizzative preventivamente individuate.
In sostanza, la tesi del Comune, che ormai da tempo sta creando diverse tensioni all’interno del palazzo municipale, è quella che il sindaco, al suo insediamento nel 2009, avrebbe conferito il decreto di nomina dei funzionari, ma senza stabilire l’importo delle indennità che invece sarebbero state liquidate indebitamente al massimo.
Dal conteggio approntato dagli uffici, le somme da recuperare in base ai mesi di lavoro effettuati prima del pensionamento, ammonterebbero in un caso a 3.154 euro e per l’altro a 10.516. Importi che vanno a sommarsi agli altri circa 50mila richiesti ai funzionari in servizio.
Determinazioni che, a quanto pare, saranno oggetto di ricorsi da parte degli interessati e che, a livello politico, stanno surriscaldando non poco gli animi. Dall’opposizione, infatti, qualcuno si preparerebbe a dare battaglia in quanto il recupero, oltre ad essere tardivo, potrebbe avere fini diversi da quelli della tutela dell’Ente e più meramente “ritorsivo” verso l’atteggiamento di qualche responsabile d’area. Tra le altre cose, le tempistiche applicate per la richiesta delle somme verso taluni funzionari lascerebbero spazio a diverse interpretazioni ed ulteriori polemiche.
 
 
 
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