E se per reperire i fondi, i Consiglieri regionali si decurtassero lo stipendio? – Ecco la proposta integrale di deliberazione presentata dal Capogruppo di “Arce nel Cuore”

ARCE – «Impegnare i risparmi che deriverebbero dal taglio dello stipendio dei Consiglieri  regionali per realizzare dei trasferimenti di fondi  a sostegno del reddito dei lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi».
Questo è il mio desiderio che spero sia condiviso da tutti i Consiglieri comunali di Arce che votando la mia proposta di Delibera in Consiglio, accettino di presentare una petizione in tal senso alla Regione Lazio.
E’ la proposta del Capogruppo di “Arce nel Cuore” Marcello Marzilli, che, con una nota indirizzata ai colleghi amministratori del Comune di Arce, ha presentato lunedì scorso nel corso della Conferenza dei Capigruppo.
Ecco di seguito il testo integrale:
 
Proposta di Deliberazione del Consiglio comunale
Oggetto : “Petizione e voti al Consiglio regionale del Lazio per la riduzione dei costi della politica e per  interventi di solidarietà per i lavoratori”.
Proposta del 30 agosto 2010
Presentata dal consigliere comunale  Marcello Marzilli
Gruppo Consiliare “Arce nel Cuore-Patto per il Futuro”
Il Consiglio comunale
Atteso che la grave crisi economica che colpisce l’Italia  e quindi  i lavoratori e le famiglie , non può lasciare indifferenti i Consiglieri regionali del Lazio ;
Atteso altresì che in questo momento di crisi è necessario che l’intera classe politica, a partire da quella del Consiglio regionale del Lazio, dia un segno di attenzione per le difficoltà in cui si dibattono le famiglie e i lavoratori, mettendo in discussione anche una parte dei propri compensi ;
Visto che in questo momento in cui tutti sono costretti a sacrifici è doveroso che anche la classe politica si renda partecipe ai sacrifici della popolazione amministrata ;
Visto altresì che è necessario, per attenuare l’ormai dilagante sfiducia verso  politici e amministratori,  dare un segnale concreto in questa direzione ;
Ritenuto che il Sindaco, i componenti della Giunta ed i Consiglieri comunali di Arce hanno rinunciato alle indennità di carica per favorire l’utilizzo dei fondi economizzati in attività di carattere  amministrativo e sociale ;
Viste le retribuzioni e le indennità di carica per i Consiglieri regionali del Lazio previste dalla Legge regionale numero 19 del 2 maggio 1995;
Considerato che la riduzione di tali indennità del 20 per cento rappresenterebbe un segno di sensibilità ai problemi dei più bisognosi e, al tempo stesso,  un gesto concreto e tangibile di aiuto alle famiglie colpite dalla crisi se le economie derivanti dalla auspicata riduzione delle indennità fossero indirizzate a realizzare trasferimenti  economici straordinari di sostegno al reddito dei lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi ;
Visto l’articolo 4 del Nuovo Statuto della Regione Lazio ;
Visto l’articolo 65 del Nuovo Statuto della Regione Lazio che al comma 2 così recita : “Le assemblee elettive dei Comuni, delle Province e degli altri enti locali possono sottoporre all’esame del Consiglio regionale voti che chiedono provvedimenti o prospettano esigenze.” ;
Ritenuto di dover presentare all’uopo una petizione al Consiglio regionale del Lazio per chiedere la riduzione del 20 per cento delle indennità di carica previste per i Consiglieri regionali dalla Legge regionale numero 19 del 2 maggio 1995 ;
Visto lo Statuto del Comune di Arce ;
Visto il vigente TUEL ;
DELIBERA
con voti   ……………
• di far voti al Consiglio regionale del Lazio affinché voglia deliberare la riduzione del 20 per cento delle indennità di carica previste per i Consiglieri regionali del Lazio dalla Legge regionale numero 19 del 2 maggio 1995  ;
• di far voti al Consiglio regionale del Lazio di utilizzare le risorse recuperate con il taglio delle indennità  per  realizzare trasferimenti  economici straordinari di sostegno al reddito dei lavoratori fuoriusciti dai processi produttivi .
• di trasmettere la presente deliberazione al Presidente del Consiglio regionale del Lazio ;
di dichiarare la immediata esecutività del presente atto.

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