Emorragia di dimissioni – A motivare il gesto dell’assessore la solidarietà nei confronti dell’architetto Valletta

 

ARCE – Crisi in Comune, dopo il tecnico comunale si dimette anche l’assessore ai Lavori Pubblici.
Il terremoto che in questi giorni ha coinvolto gli uffici di via Milite Ignoto sta coinvolgendo anche “l’apparato politico”. Ieri mattina Emanuele Calcagni ha rimesso nelle mani del sindaco le sue deleghe assessorili. La decisione sembra sia arrivata dopo l’incandescente riunione di maggioranza che si è tenuta nella tarda serata di lunedì. Durante l’incontro, infatti, il sindaco avrebbe proposto ai suoi alcune soluzioni per uscire dall’impasse causato dalle dimissioni dell’architetto Valletta. La maggioranza si sarebbe trovata concorde nel riproporre un bando pubblico per la scelta del dirigente  ma questa volta con un’assunzione a tempo pieno. Circostanza questa che escluderebbe di fatto, per mancanza di fondi, la nomina di un funzionario nell’area Urbanistica, così come previsto dall’accordo “di pace” stilato a fine gennaio tra Calcagni e il sindaco Simonelli. Ma potrebbe esserci di più. Il primo cittadino avrebbe rivendicato nuovamente la prerogativa a scegliere il nominativo senza confrontarsi con l’assessore al ramo. Un’intenzione che è sembrata come una vera e propria dichiarazione di guerra, visto soprattutto il precedente. E così l’assessore Calcagni ieri mattina non ci ha pensato due volte a restituire l’incarico. L’aut aut appare chiaro: se l’assetto del nuovo ufficio tecnico può essere fatto senza l’assessore competente, anche la maggioranza potrà fare a meno di lui.
«È un gesto di dignità politica – ha detto il consigliere d’opposizione Marcello Marzilli –. Gli esprimo la mia vicinanza e solidarietà umana. Quello che sta accadendo – ha aggiunto – è un vero e proprio terremoto iniziato con le dimissioni dell’architetto Valletta che andato via disgustato dalle manovre di palazzo. Al sindaco – ha concluso Marzilli – non rimarrebbe che prendere atto del disastro».

 

91
Da: ; ---- Autore: