«Equilibri di Bilancio non necessari, ma possiamo adottarli nei termini» – «Fino a quando non sarà decorso il tempo assegnato da una eventuale diffida prefettizia, il Consiglio comunale non incorrerà nella sanzione dello scioglimento»

ARCE – «Equilibri di bilancio non necessari, ma pronti ad adottarli nei tempi eventualmente stabiliti dalla diffida del Prefetto».
E’ questa in sostanza la posizione dell’Amministrazione comunale sulla vicenda sollevata dal consigliere d’opposizione Marcello Marzilli. Secondo l’assessore al Bilancio, il termine del 30 settembre non sarebbe perentorio per l’anno 2013 e il mancato intervento della Prefettura avallerebbe la tesi della maggioranza.
«Sulla scorta di quanto avvenuto nel 2012 – scrive l’assessore Dario Di Palma – quando il termine per l’approvazione del Bilancio di previsione è stato prorogato al 31 ottobre, il Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, precisò con una circolare, che anche quei Comuni che avessero già approvato il Bilancio prima del 30 settembre, non potevano oggettivamente adottare la delibera di salvaguardia, stante la mancata definizione da parte del Governo di alcuni aspetti dai risvolti rilevanti in termini finanziari. Se tale era la situazione nel 2012 – fa osservare ancora l’assessore – ancora più incerta appare la situazione del 2013 dove incombe la mancata definizione della problematica Imu sulla prima casa, l’esatta definizione del Fondo di Solidarietà, per cui è da ritenere che tale adempimento non possa adottarsi nel corrente esercizio entro il termine ordinario del 30 settembre. A sostegno di tali considerazioni si deve evidenziare che al tavolo del Consiglio dei Ministri è pronto il provvedimento che aumenta il Fondo di Solidarietà di 120 milioni di euro e che fa diventare facoltativo per il solo 2013, “l’obbligo di procedere alla Salvaguardia degli equilibri di Bilancio posto a carico degli enti locali”. Riguardo alla portata dell’articolo 193 del Tuel è da sottolineare che il termine stabilito si deve intendere come ordinatorio. La legge, infatti, prevede l’avvio del procedimento di scioglimento del consiglio soltanto dopo l’inutile scadere dei venti giorni assegnati dal Prefetto con la diffida notificata ad ogni consigliere comunale. Stando a questa disciplina normativa, fino a quando non sarà decorso il tempo per deliberare assegnato da un eventuale diffida prefettizia, e quindi anche oltre il trenta settembre, il Consiglio comunale conserva integro il suo potere di deliberare sulla verifica degli equilibri di bilancio e non incorre nella grave sanzione del suo scioglimento. Siamo convinti che, allo stato attuale e considerando le motivazioni appena accennate, il Prefetto non emetta nessuna diffida. Qualora la stessa venisse emanata – conclude Di Palma – il Comune provvederà ad adempiervi tempestivamente».
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