Fondo etico e servizi sociali – E precisa sulle ‘voci di piazza’

ARCE – Torna a farsi sentire il consigliere di opposizione, Gianni Nardone, in merito agli ultimi commenti dopo l’ultimo consiglio comunale.
«Apprendo dalla stampa locale – si legge nella nota – che rispetto all’ultimo consiglio comunale, sono stati realizzati commenti sia da parte di qualche testata che da voci di piazza, relative ad un approccio alla camomilla da parte delle opposizioni.
Per quanto attiene la stampa – precisa il consigliere di opposizione Nardone -, credo che i cronisti facciano bene il loro mestiere e nei loro compiti è anche contenuto la possibilità di ricostruire una propria tesi sui destini politici dell’amministrazione, mentre alle voci di piazza riconducibili a qualche “assessore” esterno, consiglio vivamente “di cambiare spacciatore”.
Tale fatto si rende necessario perché se l’opposizione fa baccano non va bene, se si dimostra pragmatica e collaborativa, si mette in giro la voce di inesistenti cambi di casacca. Per quanto mi concerne su ben 7 punti su 8 ho espresso voto contro, mi sono astenuto o mi sono allontanato dall’emiciclo, per cui credo di essermi comportato come sempre e di aver votato o non votato secondo coscienza.
Nello specifico – continua Gianni Nardone -  ho votato contro il bilancio specificando che lo facevo secondo due principi di merito e di metodo, sul metodo ovviamente essendo lo strumento economico dell’ente di via Milite Ignoto un passaggio politico importante e al tempo stesso delicato, facendo parte dell’opposizione non potevo comportarmi in maniera differente. Sul merito ritengo che per il sociale si poteva fare sicuramente di più ed abbiamo specificato come nella discussione in consiglio, a tale proposito – sottolinea Nardone – ho aderito alla proposta del collega di minoranza Marcello Marzilli, circa la costituzione del “Fondo Etico” nel quale far confluire i nostri gettoni di presenza delle riunioni consiliari e che verranno messi a disposizione delle assistenti sociali per dei piccoli interventi tampone. Assieme a ciò abbiamo anche proposto la necessità di provare a realizzare dei ”Progetti di lavoro utile per la comunità” in cui i tanti disoccupati del nostro paese possano ritrovare un minimo ristoro economico senza dover perdere la loro dignità di lavoratori. Infatti – conclude la nota – si può sottacere che oltre 50 famiglie che convivono con condizioni di disagio economico sono state oggetto di parziali interventi dei servizi sociali e degli enti di assistenza presenti sul territorio quali la Caritas ma che molte altre, forse anche per una questione di orgoglio personale vivono le loro difficoltà in silenzio».

108
Da: ; ---- Autore: