Furto con scasso in chiesa – Il bottino non supera i cento euro. Don Ruggero ha sporto denuncia ai carabinieri

ARCE – Furto con scasso in parrocchia per poche decine di euro.
Amara scoperta questa mattina per don Ruggero Martini, parroco della chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Arce.
Sconosciuti si sono introdotti nell’edificio di culto e hanno scassinato le cassette di dodici porta candele, mettendo a soqquadro anche la sacrestia e l’ufficio del parroco. Verso le otto di ieri la scoperta del furto, quando don Ruggero si è recato nella sua stanza per consultare l’agenda.
Sul posto, per i rilievi, i carabinieri della locale stazione, agli ordini del maresciallo Gaetano Evangelista. Da una prima ricostruzione, il colpo sarebbe stato messo in atto da una sola persona, probabilmente un disperato in cerca di qualche soldo. L’uomo si sarebbe nascosto in chiesa dopo l’ultima funzione religiosa delle 17, per poi agire indisturbato durante la notte. In effetti, alcuni testimoni avrebbero notato una presenza “nuova” all’interno della chiesa: un uomo sulla trentina, raccontano alcuni fedeli, di bassa statura, che indossava un cappello. Il ladro avrebbe prima raccolto gli spiccioli dalle offerte delle candele e poi sarebbe passato in sacrestia. Qui avrebbe preso tutte le chiavi riposte per poter aprire l’ufficio del parroco, senza, però, trovare quelle giuste. Quindi lo scasso della porta e la ricerca di denaro nei cassetti e negli armadi dell’archivio parrocchiale. Infine la fuga dell’uscita secondaria di via Ciaia, dapprima provando ad aprire con alcune chiavi reperite all’interno. Non riuscendo a farlo ha scardinato la porta in ferro con l’ausilio di una leva. Secondo le stime l’uomo avrebbe rubato una cifra che si aggira tra i 40 e i 100 euro. Le cassette delle offerte, infatti, erano state svuotate da pochi giorni. Da un primo riscontro sommario, non sarebbero stati sottratti altri oggetti di valore, né, tanto meno, ostie consacrate. Il maggior danno è da riscontrare, invece, nelle effrazioni di porta dell’ufficio e portone secondario. Il parroco ha comunque esposto formale denuncia contro ignoti e, assieme ai suoi collaboratori, si è riservato di integrare la querela nel caso che, dai controlli in corso, emergessero ulteriori ammanchi.

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