Furto di legna, bosciolo finisce in tribunale – Coinvolto un unomo di Colle San Magno e il suo mulo

Un esperto boscaiolo dovrà comparire in tribunale per rispondere di furto di legna proibita e di danneggiamento di patrimonio naturale comune. Una vicenda molto singolare, quella che vede coinvolto un boscaiolo poco più che quarantenne di Colle San Magno ed… il suo mulo! I fatti risalgono al novembre del 2008, quando il tagliaboschi venne fermato dalla Polizia provinciale in una riserva nei pressi della zona boschiva di Colfelice in prossimità di un mucchio di legna accatastata. La Polizia bloccò e denunciò l’uomo ritenendolo colpevole non solo di aver tagliato  la legna della riserva, ma di volerla anche sottrarre. I tocchi di faggio e quercia ammonticchiati, secondo le Forze dell’Ordine, sarebbero stati predisposti per essere prelevati dal boscaiolo e caricati su di un mulo che si trovava a poca distanza. L’animale, di proprietà del tagliaboschi, non aveva alcuna bardatura tale da far presupporre il suo utilizzo come bestia da soma, ma la sua presenza nei pressi di quei 30 quintali di legna accatastata non ha convinto la Polizia. Dagli atti, inoltre, risulterebbero delle foto scattate nell’immediatezza dei fatti aventi come soggetto gli escrementi dell’animale. In sostanza, la testimonianza viva impressa negli scatti, in grado di attestare la presenza dell’animale sul luogo del misfatto e la sua diretta appartenenza al presunto ladro avrebbe costituito una prova imprescindibile. Per questo il boscaiolo, difeso dall’avvocato Francesco Malafronte, è finito sotto processo e rischia sia la detenzione che mila euro di multa.

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