Giovannone: proposta pretestuosa. Gli enti montani non si toccano – Un duro attacco ai politici sostenitori della soppressione: se si vogliono risparmiare soldi perchè intanto non cominciano con le loro indennità?

ARCE – «Le Comunità Montane non si toccano, pretestuosa e piena di inesattezze la proposta per abolirle».
Ci risiamo. Sembra di rivedere una scena di un film già visto. A due giorni dalla proposta di legge presentata da un gruppo di consiglieri regionali del centrodestra del Lazio, è nuovamente bufera sui 22 enti montani della Regione. Ma questa volta, Dino Giovannone presidente della XV Comunità Montana “Valle del Liri” e vicepresidente dell’Uncem (Unione degli Enti Montani) vuole andare fino in fondo. «Sono pronto ad un pubblico confronto all’americana – ha detto nel corso di un’infuocata conferenza stampa indetta di corsa ieri mattina nella sede di Arce – con chiunque. Questa proposta di legge regionale è pretestuosa e ci devono venire a spiegare, carte alla mano, come intendono risparmiare 4 milioni ed 800mila euro sui nostri enti. Ogni volta – ha aggiunto Gio-vannone – che si parla di tagli veniamo messi in mezzo noi. È ora di finirla, non si possono continu-are a raccontare frottole ai cittadini e non è possibile dichiarare un mare di inesattezze per far appa-rire che si stiano tagliando i costi della politica. Se veramente intendo farlo – ha aggiunto – perché non iniziano a dimezzare i loro stipendi di consiglieri regionali che arrivano a cifre da capogiro, tra i 13 e i 14 mila euro al mese? Somme che moltiplicate per i 73 consiglieri e per i dodici mesi l’anno, fanno impallidire qualsiasi bilancio dello Stato. Neanche il presidente della Francia Sarkozy e quello della Spagna Zapatero arrivano alla metà di queste indennità. Venerdì – ha spiegato ancora il pre-sidente – sono stato anche io alla conferenza stampa di presentazione di questa proposta di legge. L’onorevole Enzo Di Stefano, tra i primi firmatari della proposta, avrebbe potuto risparmiare per sé e per la sua parte politica un pessima figura. Il documento presentato – ha aggiunto – afferma delle cose inesatte, in alcuni casi sorpassate ed individua dei risparmi che non ci saranno. Sarebbe bastato confrontarsi con noi per capire che quei tagli non sono realizzabili. Facciamo due conti molto sem-plici. La proposta di legge parla di un risparmio di 4milioni e 800mila euro circa con la chiusura degli enti montani. Nella stessa si parla che nelle 22 comunità del Lazio ci sono circa 110 dipendenti a tempo determinato che non possono essere di certo licenziati. Se ipotezziamo al minimo un costo an-nuo di 36mila euro per ognuno, siamo già a 4 milioni di euro l’anno».
Il presidente ha poi ricordato il lavoro svolto dalla sua comunità per i diciannove comuni aderenti.
«Riconosco – ha ripreso Giovannone – la legittimità di chi sta al governo regionale di proporre ciò che ritiene, ma qui noi siamo seriamente preoccupati del modo e dei contenuti che vengono prospet-tati. Non ci spaventa, a questo punto, l’idea di essere cancellati, ma quella di far passare che in que-sto modo ci sia un reale risparmio. Non sarà così, infatti tutti i dipendenti dovranno essere ricollocati in mansioni diverse, nomineranno per anni ed anni dei commissari a pagamento per mettere in li-quidazione gli enti. E che cosa propongono di incentivare? Le unioni di comuni, nelle quali ogni comune dovrebbe partecipare con tre consiglieri comunali. Immaginate il caos di un ente con 19 comuni aderenti e 57 rappresentanti! Senza contare poi i continui giochi politici che portano alle va-rie ripicche, dove per una poltrona si è capaci di entrare ed uscire da qualsiasi ente o di costituirne addirittura uno per conto proprio. E non sono io a dirlo, basta guardarsi un po’ attorno per capire che costa sta succedendo in questi enti».
Giovannone spiega come le comunità montane possono rappresentare una vera e propria risorsa se solo gli venissero demandati alcuni servizi.
«Penso alla raccolta differenziata – ha detto – che noi avvieremo in maniera sperimentale. Alla ge-stione delle mense scolastiche e dei trasporti pubblici o tutti quei servizi che consentono davvero un risparmio se fatti in maniera consociata. Quello di cui mi rammarico è che s’interviene nuovamente dopo le drastiche riduzioni avute tre anni fa, senza sapere l’importanza del nostro lavoro. Il nostro ente, grazie al lavoro degli assessori e dei validi dipendenti, investe continuamente sul territorio centellinando le risorse. Venissero a controllare i nostri bilanci e quello che realizziamo. Questa sede in cui stiamo parlando, ad esempio, è stata acquistata per circa 250mila euro. Oggi vale quattro volte di più. Vogliamo parlare del successo avuto con la settima fiera della montagna di Sora? Quasi 40mila presenze, 43 stand nazionali ed alcuni internazionali, 18 Cral, 4 tour operator nazionali. Mentre i nostri consiglieri regionali fanno chiacchiere, noi produciamo fatti, commercializziamo i nostri prodotti, veicoliamo il nostro territorio favorendo incontri tra domanda ed offerta».
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il vicepresidente Donato Marsella che ha puntualizzato anche lui alcuni aspetti.
«Le comunità montane – ha detto – sono unioni di comuni create per agevolare le zone a carattere montano o prevalentemente montano. Al fine di evitare lo spopolamento di questi particolari territo-ri, favorendone la conservazione, evitando il disboscamento e il conseguente dissesto idrogeologico. Chi – si è chiesto Marsella – si occuperà di tutto ciò?».

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