Giunta in rotta sulla rotatoria – «Persegua i valori della legalità e lasci da parte quelli dell’amicizia»

ARCE – «Persegue i valori della legalità mettendo da parte quelli dell’amicizia».
L’assessore al Lavori pubblici Emanuele Calcagni interviene nella querelle della realizzazione della rotatoria al bivio del cimitero, bacchettando il suo compagno di giunta, Vincenzo Colantonio.
«Non sono abituato a fare il leone sulla stampa – scrive in una nota – per coprire il mio carattere da pecora nella vita, ma vi vedo costretto ad alzare pubblicamente un po’ i toni e mettere in chiaro qualche cosa. Ignorante dei rapporti interni alla maggioranza – prosegue riferendosi alle esternazioni di Colantonio di qualche giorno fa – dei ruoli, dei modi di risolvere i problemi e del portare a termine progetti, ma esperto nel fare la ruota come il pavone, non perde occasione per (s)parlare invece di tacere. Purtroppo, con questo suo modo insensato di fare, costringe gli altri a mettere una pezza alle sue “incontinenze”, come successo in molti altri casi di vita amministrativa. Ma per me – tuona Calcagni – il vaso è colmo e non è più sopportabile questo modo di agire. Non merita nemmeno una risposta l’accusa di non svolgere il mio ruolo di assessore ai Lavori pubblici perché quanto ottenuto relativamente a finanziamenti di opere pubbliche è un risultato di tutta l’amministrazione, in quanto ritengo che si portano risultati in 12, anche se nel nostro caso in 11 con immani fatiche dovute al tamponare le uscite di Colantonio. Se non ricordo male – affonda ancora – pochi mesi fa chiese la mia testa e quella del capogruppo perché, preoccupati della scadenza della proroga per la raccolta dei rifiuti, ci attivammo per far predisporre e pubblicare un bando europeo per la raccolta porta a porta; oggi, invece, riempie pagine di giornali e social network con l’eccellenza della “Sua” raccolta e dell’ottimo lavoro svolto… forse la memoria comincia a fare cilecca? Anche se avrei preferito, vista la natura tecnica della materia, discutere e risolvere il problema “rotatoria” nelle stanze e uffici comunali preposti, mi vedo costretto a parlare pubblicamente. Il progetto originario redatto dall’Astral – afferma Calcagni entrando nel merito della questione – prevedeva di intervenire nell’area attualmente occupata dal “bivio di Arce”, quindi un’opera conforme alle previsioni del Prg e su terreno demaniale interno all’attuale sede viaria, quindi, immediatamente realizzabile. L’opera non avrebbe creato alcun danno alle attività presenti in quanto, il palesato problema della sosta e fermata delle autovetture, con conseguente danno economico non sussiste, anzi, sarebbe un intervento atto a riportare la legalità. Nello specifico, ai sensi del “nuovo codice della strada”, D.L. 30 aprile 1992 n. 285 e s.m.i., art. 158, comma 1, la fermata e la sosta sono vietate: lettera f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 m dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione. Quindi, il controllo della viabilità e del rispetto della normativa nella zona, operazione che richiederebbe la presenza costante di un vigile urbano, verrebbe attuato con la realizzazione del marciapiede che delimita la “dannosa” rotatoria. Con le richieste fatte da qualche parte della maggioranza – e qui il j’accuse di Calcagni – preoccupata di pochi “amici”, è stata redatta una variante del progetto che ha determinato la realizzazione dell’opera al di fuori dell’attuale sede stradale. Ne deriva che, prima di approvare l’opera e realizzarla, occorre mettere in piedi una serie di atti amministrativi, di non semplice e rapida attuazione nonché gravanti sulle casse comunali. Detti atti consistono in: variante al Prg con reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio da indennizzare ai proprietari dei terreni, spesa a carico del bilancio comunale come disposto dal comma 1, art.39, D.P.R. 327/2001; procedura espropriativa, di cui quasi tutti conoscono i tempi biblici, e somme da corrispondere ai proprietari. Inoltre, la procedura espropriativa ha inizio con la comunicazione ai soggetti interessati all’approvazione del progetto preliminare, nel caso in oggetto già ci troviamo nella fase del progetto definitivo, quindi, occorre fare qualche passo indietro con ulteriore allungamento dei tempi di realizzazione. Salvo ricorsi da parte degli espropriati – spiega ancora – che potrebbero fermare l’approvazione dell’opera in quanto realizzabile senza arrecare loro ingiusti danni patrimoniali. L’unica cosa certa è che anche l’altro giorno, come accade quasi con cadenza settimanale, si è verificato l’ennesimo incidente stradale all’interno del bivio. Faccio quindi una preghiera all’assessore “tuttologo”, di non avventurarsi pubblicamente in materie relative ad espropri, urbanistica, viabilità, lavori pubblici ed edilizia scolastica, ma di occuparsi degli innumerevoli problemi ambientali. Se mi permette vorrei segnalargliene uno; invece di farsi pubblicità con la mozione dell’acqua pubblica, che non da vantaggi ai cittadini, in quanto la revoca della concessione all’Acea va fatta in sede di “Conferenza dei Sindaci” e non nei consigli comunali, si preoccupi della gestione delle fognature pubbliche, in quanto creano innumerevoli danni ambientali in quasi tutto il territorio comunale. A Colantonio – ha concluso – auguro un buon proseguo dei suoi lavori assessorili e di dirigente di partito, oggi dell’Italia dei Valori, ricordandogli che il buon amministratore persegue i valori della legalità mettendo da parte quelli dell’amicizia».
Parole che aprono uno scontro all’interno della maggioranza difficilmente sanabile.

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