Gli atti vandalici contro l’ente montano riaccendono le divisioni all’interno del Pd – Il locale circolo del partito di Bersani prende posizioni dopo gli attacchi teppistici che di recente hanno riguardato il museo ‘Gente di Ciociaria’ e il sito archeologico di Fregellae

ARCE – Il Partito Democratico condanna gli atti vandalici contro la XV Comunità Montana, ma il silenzio dell’amministrazione comunale comincia a diventare imbarazzante.
Il locale circolo del partito di Bersani prende posizione dopo gli attacchi teppistici che di recente hanno riguardato il museo “Gente di Ciociaria” e il sito archeologico di Fregellae.
«Esprimiamo – si legge nella nota inviata dal segretario Carlo Delli Cicchi – la massima solidarietà nei confronti della XV Comunità Montana di Arce e del suo presidente professor Dino Giovannone. Co l’occasione – si legge ancora – lanciamo un appello a tutte le istituzioni e a tutte le forze politiche presenti sul territorio, affinché manifestino, con chiarezza, piena disapprovazione e contrarietà nei confronti di gesti incivili che hanno danneggiato opere che appartengono al patrimonio del nostro comune».
E in effetti la dichiarazione del circolo del Pd è la prima posizione ufficiale che arriva dall’universo politico del paese. Nessuno, finora, aveva sentito il dovere di condannare gli spiacevoli avvenimenti che stanno prendendo di mira l’ente montano.
La stessa amministrazione comunale, con il sindaco Simonelli in testa, è rimasta chiusa in un silenzio che comincia ad essere imbarazzante. Un atteggiamento che probabilmente deriva dai rapporti tesi che intercorrono tra l’attuale maggioranza e i vertici della Comunità Montana. L’amministrazione comunale, infatti, deliberò in seno al consiglio comunale l’uscita dall’ente di via La Criscia, arrivando a diffidare il presidente Giovannone di restituire i beni di proprietà del comune di Arce. Un contenzioso ancor oggi mai risolto, come non è chiaro quale effetto abbia sortito l’atto deliberativo di uscita dall’ente montano. In questo quadro e in assenza di posizioni ufficiali, il pericolo è che si possa confondere la contrapposizione politica con le azioni delinquenziali.

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