I conti di Nardone dopo le primarie – Dove sono gli elettori del sindaco?

ARCE – Primarie, vince Bersani, ma i dati dell’affluenza non brillano.
Anche ad Arce i risultati della consultazione interna al centrosinistra, per la scelta del candidato premier, stanno catalizzando il dibattito politico locale. Almeno fino a domenica prossima, quando si voterà per il ballottaggio tra il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
Il responso fatto registrare dall’unico seggio costituito in piazza Umberto I, assegna a Bersani 123 preferenze con una percentuale del 42%, subito dopo Niki Vendola con 76 voti pari al 26%, quindi Matteo Renzi con 73 preferenze (25%), Puppato con 16 (5,5%) e Tabacci 2 (0,7%). Le schede bianche o nulle sono state 2.
I votanti sono stati 292 ed è forse il dato che, pur rimanendo nella media provinciale, può essere considerato deludente se si considera che nel 2005, per la designazione di Romano Prodi, alle primarie dell’Unione parteciparono quasi in settecento.
«Un risultato con molti “se” e molti “ma”».
E’ il commento di Gianni Nardone, che con il suo movimento “Socialismo 2000 – Partito del Lavoro” ha sostenuto Bersani.
«Il risultato ottenuto dal segretario del Pd – ha detto – è da ritenersi buono e questo grazie anche alla componente socialista e in particolare all’attivismo degli amici Colafrancesco, Marcoccio e dell’ex sindaco Gino Germani. Guardando oltre – fa notare ancora il consigliere – è chiaro che qualcuno non si è impegnato come avrebbe dovuto. Se pensiamo che l’attuale maggioranza consiliare esprime in sindaco, due assessori e due consiglieri del Partito Democratico, ai quali si aggiunge l’assessore Colantonio del PdCI, non vedo grossi risultati. Mi chiedo – ha concluso – dove sia finito l’elettorato del primo cittadino».

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