I ringraziamenti al Presdente Iananrilli – Il comunicato stampa integrale

Voglio ringraziare pubblicamente il Presidente della Provincia e il consigliere Di Carlo per la sensibilità dimostrata nei confronti di una problematica tanto delicata.

 Condivido pienamente quanto ha dichiarato Iannarilli, il quale, ha dimostrato ancora una volta di essere il presidente di tutti e persona “del fare”, non raccogliendo gli strali dell’amministrazione comunale di Arce e spiegando ai cittadini i semplici motivi che hanno spinto il consigliere delegato alle politiche sociali ad intervenire.

Non credo, infatti, si debba confondere l’obiettivo centrale in tutta questa vicenda, e cioè l’esigenza di garantire ad un bambino disabile la possibilità di frequentare senza problemi la sua scuola, così fanno tutti i suoi coetanei. Il resto sono solo polemiche strumentali che sono servite al Sindaco di Arce a sottolineare ancora una volta da che parte sta.

Se fossi stata sindaco io e se anche l’amministrazione provinciale avesse avuto un colore diverso dal mio, di fronte alla risoluzione di un simile problema avrei preso carta e penna e, con molta umiltà, avrei per prima cosa ringraziato. Mai però, mi sarei scagliata con biasimo nei confronti di chi si è occupato di un problema di un mio cittadino, e, soprattutto mai avrei affidato alla stampa simili esternazioni che mostrano l’astio di chi non accetta interferenze nella gestione del suo potere.

Questa purtroppo è la logica e la strategia del sindaco di Arce che sta portando il nostro paese ad un isolamento desolante. Bisogna uscire fuori dall’imperativo di questa amministrazione che “non dice per non far sapere” e “non fa e non lascia fare”. I problemi, purtroppo, ce ne sono tanti e le persone, aggiungo giustamente, non si possono fermare di fronte alla presunzione di chi promette risposte, ma non ne da.

Leggendo la lettera aperta del Sindaco una cosa è chiara a tutti: è prevalso il sentimento di disagio di questa amministrazione per non aver saputo gestire e risolvere il problema.

Tutta la vicenda, e su questo sono d’accordo, meriterebbe più rispetto. Ma lo avrebbe meritato anche questa madre che, invece, è stata quasi colpevolizzata per essere stata costretta a sollevare sulla stampa, e chissà con quale sofferenza, un disagio che vive con difficoltà quotidiana.

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