Il cane Carlos vittima di una mano assassina – Trovato morto sul sagrato della chiesa parrocchiale domenica mattina

Da qualche tempo, ormai, piazza Umberto I sembra essere divenuto il luogo ideale per l’abbandono dei cani. Ogni tanto spunta una codina impaurita a chiedere coccole e cibo, una carezza che permetta alla bestiola di turno di recuperare fiducia in quel genere immondo capace di ogni cattiveria nei confronti di chi, cane, gatto o animale che sia, regala affetto senza porre condizioni. In questa “landa desolata” gli amici a quattro zampe trovano ciò che chiedono ma purtroppo anche di più e di peggio. C’è qualcuno, infatti, che ha l’insano hobby di preparare polpette mal condite da elargire ai nostri “randagi” al fine di toglierli di mezzo. Noterete che la parola randagi è stata virgolettata e la ragione è semplice: quei cani, ormai, sono parte integrante della piazza, vivono ogni momento della giornata comodamente sdraiati ad osservare le nostre vicende e quindi vagabondi non sono più pur non avendo un unico proprietario, hanno un nome, qualcuno che fornisce loro acqua cibo e antiparassitario. L’ultimo avvelenamento si è verificato proprio questa notte e ai danni dell’ultimo arrivato, Carlos, il cane con la coda mozzata, un animale che ancora non aveva ricominciato a fidarsi della mano che lo aveva abbandonato a se stesso ma che per fame avrebbe accettato tutto. In piazza nessuno vuole il passaggio dell’accalappiacani (tranne forse il novello “cuoco”) ma ciò non toglie che sia necessaria una maggiore attenzione perché non si verifichino più episodi del genere. Ovviamente colui (o colei) che ha avvelenato quella povera bestia deve rammentare che uccidere una animale è divenuto reato penale e sperare che nessuno scopra mai da quale mano è stato servito il veleno perché in quel caso la denuncia è assicurata.
 

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