Il giallo delle bacheche vuote – ‘Cinquanta gli spazi inutilizzati mentre l’esposizione dei manifesti viene limitata’

ARCE – Bacheche vuote e manifesti non accettati: il giallo del servizio affissione arriva in Consiglio.
C’è qualcosa che non tona al consigliere Sara Petrucci sulla gestione comunale della pubblicità. Durante l’ultimo consiglio comunale, il capogruppo del Pdl ha presentato una interrogazione al sindaco e all’assessore ai tributi Marco Marzilli tendente a chiarire alcuni fatti sulla gestione del servizio che, a quanto pare, farebbe acqua da tutte le parti. «Da una mia esigenza avuta nel periodo natalizio – ha detto la Petrucci – ho avuto modo di accorgermi come questo servizio abbia delle evidenti incongruenze. Anzitutto, facendo una piccola indagine fotografica personale, ho potuto verificare che, nel solo centro urbano, ci sono circa una cinquantina di spazi vuoti nelle bacheche deputate alle affissioni, tra l’altro in un periodo dell’anno di maggiore richiesta, mentre l’ufficio avrebbe rifiutato o limitato l’accettazione dei manifesti motivando che non ci sarebbe disponibilità. Come mai? La mancata affissione – spiega ancora la Petrucci – genera una serie di gravi danni: a quanti intendono avvalersi del servizio e non possono farlo; all’incentivazione indiretta del fenomeno della cosiddetta “affissione selvaggia” che inevitabilmente finisce sempre per deturpare il nostro paese; a quanti lavorano nel settore proprio della pubblicità e, non ultimo, al mancato introito per le casse comunali. Proprio quest’ultimo aspetto non è affatto trascurabile. Abbiamo stimato, infatti, che da una gestione inadeguata del solo servizio affissioni, può derivare un mancato gettito per l’ente comunale di una cifra ricompresa tra i 4 e 9 mila euro annui, somma considerevole per un bilancio come quello del nostro Comune. Ho chiesto poi all’assessore – prosegue ancora – di conoscere se il regolamento comunale, o altra idonea disposizione, prevede il “razionamento” dei manifesti da affiggere; se prevede espressamente di riservare spazi per le comunicazioni istituzionali del comune o di altri enti e associazioni; se esiste un ordine o sistema di prenotazione pubblico e trasparente in grado di garantire pari opportunità all’accesso del servizio; se sono stati adottati procedure di gestione e controllo in grado di garantire gli utenti».
 

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