Il paradosso della ferrovia – Nardone: tanti cittadini perderanno un servizio essenziale per la loro mobilità. Il caso: «Il Lazio ha i binari ma non ha i treni, l’Abruzzo ha i treni ma non ha i binari. Per questo verrebbe chiusa la storica tratta»

«Chiusa un’altra linea ferroviaria tra Lazio-Abruzzo, colpiti ancora una volta studenti e lavoratori».
Anche Giovanni Nardone, presidente provinciale della Federconsumatori di Frosinone, nonché componente del Direttivo nazionale e del Direttivo regionale dell’associazione, si associa alla folta schiera di difensori della storica tratta. 
«Il Lazio ha i binari ma non ha i treni, l’Abruzzo ha i treni ma non ha i binari – spiega Nardone –. Sembrano queste le ragioni della chiusura della linea Avezzano – Sora – Roccasecca. E cosi i cittadini abruzzesi e laziali che gravitavano su quella ferrovia perderanno un servizio fondamentale per la loro mobilità, specialmente quella studentesca». 
Come è noto, per trovare una soluzione al problema venerdì scorso il comitato “Salviamo la ferrovia Avezzano-Roccasecca” è stato ricevuto dall’assessore regionale ai Trasporti insieme ai responsabili di Trenitalia e Rfi. E dall’incontro è emerso che i problemi infrastrutturali della linea sono tutti nel tratto abruzzese (Balsorano-Capistrello).
«Si tratta di rimuovere le traversine in legno ritenute incompatibili con la sicurezza da una recente direttiva “Ansf” (Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria) – prosegue il presidente provinciale di Federconsumatori – per questa operazione sono necessari circa 8 milioni di euro, ma nessuno sa dove e come reperire queste risorse. La situazione è perciò la seguente: la Regione Lazio dispone di binari rispettosi delle norme sulla sicurezza, ma non ha i treni diesel per effettuare il servizio. La Regione Abruzzo dispone dei vettori diesel necessari ma, nel tratto di competenza, la linea ferroviaria non rispetta le norme sulla sicurezza. Il risultato è che nessuno, tanto in Abruzzo quanto nel Lazio, potrà più disporre di un servizio che da oltre 100 anni rende possibile la mobilità ai cittadini».
Nardone, pertanto invita «a valutare attentamente la possibilità di chiusura della linea ferroviaria in questione. E’ giunto però il momento di accelerare. Troppi sono i disagi causati all’utenza con il servizio di trasporto su ruota. Tengo a precisare che nostra associazione è disponibile a qualsiasi incontro o confronto costruttivo per la soluzione del problema. I tagli di 300 milioni di euro disposti dal Governo non potranno far altro che peggiorare un quadro già estremamente precario che sta assumendo contorni drammatici». Infatti conclude il presidente di Federconsumatori, «saranno colpiti i cittadini più disagiati, costretti a prendere il treno per motivi economici. Fermo restando che la determinazione se chiudere o meno la tratta sarebbe nell’esclusiva disponibilità di Rfi, invito a una riflessione sulle conseguenze negative che tale decisione provocherebbe al territorio. Non sono da sottovalutare, infatti, le ripercussioni sugli scambi economici, sociali e culturali nell’intero comprensorio e per il collegamento di tutti i Comuni delle due Valli attraversate dal Liri. Specialmente quando le vie provinciali sono impercorribili per le conduzioni atmosferiche. La Federconsumatori chiederà un incontro alle Regioni Lazio e Abruzzo e alle Ferrovie per trovare una soluzione all’ormai drammatico problema».

 

 
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