Il Patrono – Gli scritti

Eruditi Bollandisti (Tomo VI pag. 416)

 

Di santo eleuterio in arcano nel lazio

Arcano, volgarmente Arce, Oppido nel Nuovo Lazio, nell’attuale Regno di Napoli, sopra un colle non lungi il fiume Melfa (è distante 4 miglia), situato tra la città di Arpino, e quella di Aquino, quattro miglia distante dal primo luogo, e sette dal secondo.

Vien rammentato da Cicerone, un di cui predio esisteva colà. Le di lui parole vengono riportate dal Cluverio (Lib. III della sua Italiae antica pag. 1046).

Onorò questo luogo colla sua morte, e col culto ecclesiastico S. ELEUTERIO, di cui il Martiriologio antico romano nel dì 29 maggio, così dice: ARCANI IN LATIO S. ELEUTERII CONFESSORIS. Ed il Baronio vi aggiunge gli antichi monumenti della Chiesa di Aquino.

Ma noi non abbiamo potuto finora averli, e Ferrari nella sua annotazione a questo giorno dice, che non abbia potuto vedere i proprj atti di S. Eleuterio, quantunque per mezzo di altri li avesse spesso ricercati al Vescovo di Aquino.

Le cose però ch’egli riseppe dai rapporti dè naturali del luogo sono queste:

Eleuterio Inglese di nazione, fratello di S. Grimoaldo, e di S. Folco, venne in pellegrinaggio dall’Inghilterra in Italia, con ambedue i fratelli. Ed avendo con molta divozione visitato i Luoghi Santi di Roma, giunto in Aquino co’ suoi fratelli, si fermò presso Arcano città del Lazio, ove chiaro per miracoli finì santamente di vivere.

Quivi vi è una chiesa alla sua invocazione, alla quale concorre una infinità d’infermi e sogliono ricevere le grazie della salute, che implorano.

 Di S. Folco abbiam trattato nel dì 22 maggio. Il corpo di costui esiste nell’Oppido di S.Padre, nella stessa Diocesi di Aquino, qual Oppido è distante poche miglia da Arcano.

 L’altro fratello si venera in Pontecorvo nel dì 29 settembre ………

 Martiriologio Inglese

 La memoria di S. Eleuterio nel martiriologio anglicano è riportata al 3 giugno riporta Arce con il nome di Arke nella puglia, e dice:

Quivi S. ELEUTERIO ritornando dal viaggio di Gerusalemme, è santamente morto.  

 Martiriologio Poetico di Nicola Brautio, Vescovo di Sornino.

 CUM SANCTIS PROPERANS PATRIIS PEREGRINUS AB ORIS FRATIBUS, EX LATIO SCANDIT AD ASTRA POLI.

Ma l’antica tradizione in Arce confermata colà vetusta immagine del Santo, ci fa sapere, che giunto S. Eleuterio di notte in quel luogo, busso l’osteria per essere alloggiato, ma l’oste per timore non volle aprire, che anzi gli aizzo contro due cani mastini, la mattina fu il Santo trovato morto, custodito da quei cani, e da una infinità di serpenti, che tutti gli lambivano i piedi; cosicché sin dal primo momento   di sua morte il Signore Iddio si compiacque di far vedere nel suo Santo opere meravigliose.

 Il Ceprano Ravvivato di Antonio Vitagliato, 1653.

 Mentre descrive il corso del fiume Liri scrive:

«Si porta poi nel Territorio d’Arpino, di Castelluccio, di Fontana, & di Campo Lato, hoggi di S. Eleuterio Heremita, per la vicinanza di un suo tempio notabile non meno per la sua devozione, che per la ricchezza, & abbondanza de voti; che si fa ammirare da tutti li riguardanti, oltre che per risiedervi il suo benedetto corpo sotto dell’altare maggiore, apre la strada ad ogni nazione di concorrervi; lì cittadini naturali di Arce, e li forestieri, terminano quivi per la loro salute, lì voti e le speranza, e se vogliamo rapportare il vero, non so se vi fù mai tempio maggiore a quello per la divozione, dandone piena contezza li suoi muri tutti vestiti di spoglie di languidi infermi, tutti armati di tavole votivie e tutti ricchi di poderosissimi faci, havendo questo Santo prerogativa speciale, oltre ogni sorte di miracoli, alli morsi di cani rabbiosi, di velenosi serpenti e di ogni mortifero animale ………

 

Storia Sacra e Profana di Aquino e sua Diocesi  di Pasquale Cayro, 1811.

 Sant’Eleuterio, chiesa rurale, pretendeva il Clero appartenersi alla sua parrocchia di San Pietro, come Grancia della medesima; ed i cittadini dicevano, che all’Università spettava; ed ancorchè nella Visita del 1703 si disse Grancia della nominata parrocchiale pure l’Università continua a mantenersi nel possesso; e nell’erezione del Seminario non fu tassata per trovarsi in fabbrica, e simanteneva coll’elemosine. Da alcuni anni il corpo di questo santo è stato trasportato alla parrocchiale………

 

Chiese e Cappelle di Coreno  di Don Giuseppe Lavalle.

 «A circa un miglio dal paese, più tardi sorse la chiesa di Sant’Eleuterio nella contrada che porta il nome, a lato di via pubblica, dove affluivano gli abitanti delle zone attigue, Punta di Serra, Cannacaterina, Piagnano e Caprile. Di essa rimane solo parte dell’abside, della sagrestia ormai cadente con resti di mura di cinta e ne fa cenno l’Inventarium Beatae Mariae Quercuus del 1779 "Arbusto Sorbovecchio: fini li beni di Sant’Eleuterio e la medesima chiesa" la quale forse esplicava le sue funzioni sino al 1800 come può rivelarsi dal Registro dei Conti della Cappella di San Sebastiano del 1793 ove si legge "al canonico di Pontecorvo qui fatto venire colla reliquia di Sant’Eleuterio docati 2,60 per concessione delli Sindaci". La circostanza si spiega col fatto che il culto di questo santo era esteso in Arce, Aquino e molti paesi delle diocesi viciniori di Cassino , Sora e Gaeta. Giunto pellegrino in Italia dalla natia Inghilterra nel sec.XII il corpo di lui venne seppellito nello stesso luogo dove fu edificata la chiesa a Fontana Liri e vi rimase sino al ec.XVIII quando fu trasportato ad Arce. Forse nella ricognizione il Vescovo del tempo Mons. De Mellis residente a Pontecorvo estrasse delle reliquie che furono inviate ai devoti del Santo. Solo così si può spiegarsi l’avvenimento, poiché nella cattedrale di questa città non esiste reliquia di S. Eleuterio, ma vi è custodita una lunga chiave, detta di s. Eleuterio, come quelle che sono nella cattedrale di Aquino e nella chiesa di Arce, fatte dalle catene di ferro con cui il santo pellegrino cingevasi per cilicio, trovategli addosso dopo morto».

 

A Sant’Eleuterio per grazia ricevuta  da Spazio Aperto di Costantino Jadecola.

 Quel 27 marzo 1831 i Decurioni del Comune di  Aquino erano riuniti presso la cancelleria comunale con il Sindaco Rocco Bonanni per discutere argomenti privi di eccessiva importanza allorché si presentarono «spontaneamente molti cittadini (…) di diverse classi e condizioni.

Chi abbia parlato non si da. Ma chi lo fece iniziò il suo dire rammentando ai presenti la profonda venerazione «per una reliquia del tanto miracoloso Sant’Eleuterio mediante la quale i Comuni convicini e di qualche distanza a folla concorrono giornalmente a sperimentare gli effetti della idrofobia» ………

……… ad Aquino (il culto di s. Eleuterio) trovò consistenti adesioni che già nel 1582 pare esistesse una cappella dedicata al Santo pellegrino che avrebbe preso il posto dei suoi precedenti “titolari”, ovvero San Sebastiano e San Rocco.

Questa cappella evidentemente non era più consona all’importanza del Santo se in quella riunione del Decurionato aquinate l’anonimo rappresentante dei suoi fedelissimi, ma anche a nome dei “forastieri”, dice che, «per maggiormente accrescere la devozione» verso Eleuterio è necessario che «si costruisca dentro la Chiesa Cattedrale una cappella unitamente alla statua»………

……di fronte a tale determinazione i Decurioni non hanno alcunché da obbiettare. Anzi «considerando che tale opera accresce maggiormente la devozione dei fedeli Cittadini e forestieri; considerato che il Santo ha fatto per tale devozione molte grazie, tra le quali è da annoverarsi quella fatta circa due anni sono ad un ragazzo di Piedimonte di circa 14 anni, il quale essendo stato dai parenti condotto legato, per essere stato totalmente assalito dal predetto morbo d’idrofobia (sic!), non appena chiesta la grazia al Santo dagli astanti  e dall’Arciprete per parte del ragazzo circa mezz’ora dopo restò sano e salvo e vivo; considerato che il comune di Aquino avendo un Santo cotanto miracoloso contro un morbo che in breve spazio di tempo distruge la vita dell’uomo è per esso di vituperio il non costruirgli un altare e una statua; considerato che tutti i Comuni quasi dell’intero Distretto di Sora concorrono giornalmente a baciare la reliquia di Santo Eleuterio per riceverne la grazia e ne partono contenti». Il Decurionato è unanime nel raccogliere la richiesta .

C’è da supporre che l’esito dell’iniziativa abbia dato risultati positivi se si fu in grado sia di costruire la Cappella, adiacente la Cattedrale nella parte posteriore, che di realizzare una pregievole statua in legno, opoera di un anonimo artista napoletano, miracolosamente scampata alla furia devastatrice della seconda guerra mondiale.

La venerazione per Sant’Eleuterio, ancora viva in Arce e territorio limitrofo, ad Aquino è invece cessata del tutto da almeno mezzo secolo anche se il suo ricordo è testimoniato ancora dalla chiave e dalla statua. ………

 

Galluccio, Civiltà Religione e Brigantaggio  di P e E Calce.

In quest’opera si apprende che nella sacrestia della Chiesa di s. Stefano in Galluccio (CE) si conservava fino al 1943 una «chiave di s. Gaudenzio e di s. Eleuterio» (pare più nota sotto il nome di quest’ultimo) con poteri antirabbici. «Perfino dai paesi al di là del Garigliano venivano molte persone che spesso conducevano anche il bestiame, per essere benedetti e «toccati» dalla miracolosa «Chiave» in occasione di morsi da parte di cani Idrofobi».

 

Calendario Sardo .

 Il Calendario storico sardo nel giorno 29 maggio riporta come santo del giorno “S. Eleutèriu” ovvero S. Eleuterio

 

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