Il ‘peso’ della disabilità – ‘Il Comune non ha soldi per acquistarne una da lasciare all’asilo’

ARCE – Niente sedia speciale per il bimbo disabile.
Il Comune non disporrebbe dei fondi necessari per acquistare un ausilio ortopedico destinato ad un alunno della scuola dell’infanzia d’Isoletta affetto da paralisi celebrale infantile.
A denunciare pubblicamente il fatto, perché afflitta dall’ennesima difficoltà che si trova ad affrontare, una giovane mamma della frazione.
«Sono la mamma di un bambino disabile di tre anni. – scrive la donna – La sua diagnosi gli impedisce di camminare, stare seduto e muovere correttamente gli arti superiori, così come farebbe un qualsiasi altro bambino della sua età. A settembre – spiega ancora – avendo compiuto i tre anni, ha iniziato  a frequentare la scuola dell’Infanzia d’Isoletta dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Paolo II” di Arce. Il corpo docente fin dall’inizio si è sempre mostrato gentilissimo e molto attento alle problematiche del bambino. La vera difficoltà è sorta con il Comune. Mio figlio, come già detto, non può stare seduto su di una sedia normale, ma ha bisogno anche a scuola di uno specifico ausilio ortopedico disposto dai medici specialisti. Ma questo – ha detto ancora la signora – ci viene negato dal Comune motivando verbalmente che l’ente non può provvedere a tale acquisto perché non ha i soldi per queste specifiche esigenze».
La signora ci ha spiegato che più volte, oltre naturalmente ad aver presentato una domanda scritta corredata dalle varie certificazioni il 30 luglio 2009, si è rivolta agli amministratori comunali per il suo problema. Il sindaco Simonelli, già da diversi mesi, gli avrebbe garantito che la cosa sarebbe stata affrontata, mentre l’assessore al ramo, Domenico Sugamosto, gli avrebbe fatto presente che attualmente il comune non poteva disporre di uno stanziamento specifico. La somma occorrente per acquistare l’ausilio si aggirerebbe tra i duemila e duemila e cinquecento euro. «Io mi chiedo – ha ripreso la mamma – com’è possibile che il comune non trovi queste risorse? A me pare che per tante altre spese inutili i soldi si trovano. Prima di arrivare a questo appello pubblico ho cercato per diversi giorni di parlare con il sindaco, ma non mi è stato possibile reperirlo in alcun modo. Ora spero – ha concluso – che dopo questo mio appello si smuova qualcosa, anche perché l’anno scolastico è ormai avviato e vorrei non essere più costretta ancora, per tutte le mattine, a caricare con grosse difficoltà l’ausilio che utilizziamo a casa per poi riprenderlo alla fine dell’orario scolastico».

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