Il sacro fuoco della tradizione – Piatti tipici, cantine aperte, mostre di artigianato e il falò della Signora

ROCCA D’ARCE – Apre i battenti l’edizione numero otto delle “Antiche Tradizioni”.
Tutto pronto, infatti, per il “main event” dell’Estate Rocchigiana.
L’Amministrazione comunale del sindaco, Rocco Pantanella, con il patrocinio della Regione Lazio “Assessorato Cultura, Sport e Spettacolo”, dell’Unione di Comuni “Antica Terra di Lavoro” del presidente, Antonio Salvati, e Associazione tra comuni per i Percorsi culturali “Il Labirinto dei Musei del prof. Vincenzo Bianchi”, anche quest’anno ha organizzato l’interessante kermesse enogastronomica ed espositiva dedicata alla riscoperta delle tradizioni, della cultura, degli usi e costumi di un tempo.
Nella ridente cittadina di Rocca d’Arce si svolge questa sera, con inizio alle ore 20, una serata rievocativa di origini, tradizioni, sapori e mestieri molti dei quali superati dalle moderne tecnologie e caduti in disuso, ma che rimangono sempre vivi nel cuore di molti.
Nel suggestivo scenario di Piazza Federico Lancia e lungo la strada che conduce alla Chiesa di San Rocco e dinanzi al Monumento ai Caduti, vengono allestiti stand con esposizione di attrezzi e utensili della civiltà contadina, ricami, fotografie e costumi d’epoca.
Dalla piazza principale del paese passando per Palazzo Giustiniani, Largo S. Cataldo, Maiura, Palazzo Sor Memmo Lancia, Palazzo Moltke, Cantina De Camillis, Stalla del Frantoio Lancia, La Rosetta, Belvedere, per arrivare alla Cantina S. Rocco, in quello che rappresenta il viaggio tra i colori, sapori e antichi mestieri di un tempo.
L’intera organizzazione dell’evento è curata egregiamente dalla prof.ssa Rita Colafrancesco.
I numerosi visitatori possono sostare nelle cantine medioevali riaperte al pubblico per l’occasione dai proprietari per degustare gratuitamente, oltre alle pietanze, l’ottimo vino delle colline rocchigiane.
La serata delle Antiche Tradizioni sarà caratterizzata dalla riscoperta degli antichi sapori, piatti tipici preparati con arte culinaria dalle signore del posto.
Piatti cucinati con cura, come da tradizione, dalle brave cuoche di Rocca d’Arce: sagne, spezzatino, fagioli e cotiche, fettuccine, trippa, polenta, gnocchi, frittelle, dolci e tanto altro che i presenti possono degustare.
Il tutto annaffiato dal prelibato “vinello rocchigiano”.
La serata sarà allietata dallo spettacolo musicale “Trio contrada musica ‘bbalu”.
A seguire l’esibizione dei gruppi folk ciociari “Valle di Comino” di Atina e “Cultura e trazioni ciociare” di Ferentino.
Nel corso della serata i presenti potranno assistere  all’esibizione dell’Associazione Sbandieratori e musici della città di Velletri.
Durante la manifestazione sarà proposta la rappresentazione delle fasi della Trebbiatura e “La Signora”: un vecchio rito che simboleggia la fine della stagione estiva e l’inizio del periodo della semina dei campi con l’auspicio di un proficuo raccolto.

 ROCCA D’ARCE  – <<Si tratta di una manifestazione importante dal punto di vista rievocativo – ha dichiarato il sindaco, Rocco Pantanella – perché si riscoprono le tradizioni culturali del nostro paese, l’artigianato e la civiltà contadina.
<<Con questo evento si dà impulso alla riqualificazione del centro storico e allo sviluppo dell’aspetto turistico del nostro territorio attraverso una promozione dell’immagine di Rocca d’Arce nel contesto ciociaro e non solo.>>
«E’ la festa di tutti – ha aggiunto Pantanella – tutta la cittadinanza da giorni è impegnata a vario titolo nella elaborata e faticosa preparazione delle prelibatezze e nell’allestimento dei suggestivi scorci medioevali
«Desidero ringraziare la Regione Lazio, nella persona del presidente del consiglio regionale, Mario Abbruzzese, per il sostegno alla manifestazione. – continua il primo cittadino – Grazie all’attenzione che la Regione Lazio ci riserva siamo in grado di offrire alla cittadinanza rocchigiana e non solo un avvenimento tradizionale dell’Estate Rocchigiana.
«Rinnovo, pertanto, l’invito  – conclude il sindaco, Rocco Pantanella – a partecipare numerosi questa sera per poter celebrare e rivivere tutti gli aspetti salienti della nostra civiltà contadina, con gli usi e costumi, con la buona cucina e l’ottimo vino delle nostre terre.»

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