Iliano Corsetti presenta il conto – ‘Oltre 35mila euro di quote sociali’

ARCE – Iliano Corsetti presenta il conto.
«Dagli atti scritti – afferma – il comune di Arce ci deve quattordici anni di quote sociali!».
Il presidente dell’Associazione Intercomunale “Valle del Liri” passa al contrattacco e dopo la dura replica del sindaco Roberto Simonelli, che gli aveva motivato la richiesta del fitto della sede di via Milite Ignoto e delle spese condominiali, mette nero su bianco con una nota indirizzata al comune di Arce le cifre che l’ente intercomunale avanzerebbe a norma statutaria.
«Ti informo – scrive Corsetti rivolgendosi direttamente al primo cittadino di Arce – che lo statuto dell’Associazione, approvato dal Comitato Enti e certamente in possesso del Comune di Arce, è tutt’ora in vigore. L’articolo 8 – fa notare Corsetti – prevede da parte del Comune di Arce, il versamento di una quota annuale pari ad euro 2.582,28 che moltiplicata per gli anni che vanno dal 1998 al 2012, fa 36.151, 92 euro. Alla nostra Associazione – prosegue il presidente – è stato richiesto il pagamento di 22.560 euro per il canone di fitto e la quota condominiale dei locali presso il palazzo municipale occupati dall’anno 2005. Una somma che riconosciamo solo nella parte del fitto, ma non quella del condominio. Questo canone infatti è da ridiscutere perché, eccetto la corrente elettrica, non vedo quale altra voce può essere addebitata alla scrivente, in quanto, per le pulizie dei locali provvediamo autonomamente ed il riscaldamento non è mai stato funzionante. Inoltre, il corridoio ingresso, è stato spesso usufruito dall’amministrazione di Arce per usi diversi quale pratiche del servizio elettorale, ricevimento dei reclami per le associazioni consumatori, ecc…. Da tutti questi atti, comunque, si evince che è il comune di Arce ad essere tenuto a versare all’Associazione una differenza pari  a 13.591,92. Gli atti scritti, caro Simonelli – chiosa Corsetti – li conosco anche io. Così come ho imparato a conoscere le tue abitudini a non mantenere le parole date. Nella mia “breve” militanza politica-amministrativa – ha concluso – la parola data l’ho sempre rispettata e onorata come fosse un atto notarile. Non so se tu puoi affermare altrettanto».

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