‘Imparziali solo a parole’ – Il consigliere: lo scorso anno una vicenda affine non ottenne la stessa attenzione

ARCE – «Non basta affermare che si è imparziali o sensibili per esserlo. A contare sono i fatti e questi smentiscono le affermazioni del vicesindaco».
Sara Petrucci interviene nella querelle degli alunni disabili che ormai da settimane tiene alta l’attenzione tra genitori, amministrazione e dirigenza scolastica.
«Diversi mesi fa – scrive in una nota la capogruppo del Pdl – apprendemmo dai giornali il disperato sfogo di una mamma che chiedeva un ausilio per il suo bambino per frequentare l’asilo e, dopo essere stata accusata di strumentalizzare il suo problema mi sembra di ricordare che la soluzione non sia arrivata dall’amministrazione comunale, bensì da quella provinciale. Non ricordo – prosegue la Petrucci – che sia stata fatta una conferenza stampa per i problemi di quel bimbo, mentre conservo gli articoli di giornale con i toni del sindaco e dell’assessore al ramo, che ora stranamente tace, per accusare la signora e il consigliere provinciale che si era interessato per aver risolto il problema. Sempre dagli articoli di giornale – spiega ancora – abbiamo appreso dello sfogo delle due mamme che, con enorme dignità e coraggio, rivendicano semplici diritti per i loro figli. Queste denunce – fa notare – testimoniano evidentemente che tutta questa attenzione e sensibilità nei fatti non esiste. E sempre rimanendo alle cose concrete, il vicesindaco Simonelli dovrebbe dirci che fine ha fatto la richiesta inviata dal dirigente scolastico al sindaco il 5 maggio 2010, nella quale si richiedevano interventi e progetti con la presenza di educatori professionali per sette alunni disabili. Interessarsi di queste cose – chiosa ancora il consigliere di minoranza – significa prima di tutto fare il proprio dovere di amministratore e poi dimostrare sensibilità. Sentir parlare di malafede, credo sia davvero ingiusto e ancora una volta insensibile da parte chi rappresenta un’istituzione. Ma poi, chi sarebbe in malafede? Dalle mamme che cercano di tutelare i diritti dei loro figli? E se le istituzioni sono latitanti in questo, chi dovrebbe farlo? Nessuno – conclude la Petrucci – mi pare abbia argomentato la cosa tirando in ballo che la ragazza “rifiutata” dalla scuola sia la figlia di un amministratore. Lo ha affermato il vicesindaco, ma nessuno ha detto o pensato che la ragazza non debba essere tutelata, ma con lei anche tutti i disabili figli di cittadini comuni».

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