‘In Comune piovono delibere sbagliate e revoche a raffica’ – Calcagni si difende e accusa

ARCE –«Imprecisioni fatte con qualche specifico intento, che potrebbero rivestire il reato penale di falso ideologico».
L’ex assessore ai Lavori Pubblici Emanuele Calcagni non ci sta alla bacchettate del primo cittadino. In una nota, il consigliere d’opposizione ha stigmatizzato il comportamento dell’amministrazione invitandola a «non cercare a tutti i costi una scusa per le loro gravi inadempienze».
«Leggo con piacere – scrive Calcagni – la risposta che l’Amministrazione Comunale fa al sottoscritto, ma immagino che quasi l’intera maggioranza non era a conoscenza di questa nota, frutto del primo cittadino e di qualche fido aiutante. In merito alla questione degli errori di pubblicazione ribadisco le incongruenze denunciate a mezzo stampa. Ieri mattina – ha spiegato – ho nuovamente visionato le delibere, alla presenza del segretario comunale Giannetti, accertando il palese errore nella pubblicazione che rivestirebbe il reato penale di falso ideologico. Fatto questo che andrebbe segnalato alle autorità competenti, ma che non rientra nel mio modo di intendere la politica. Il mio operato – prosegue Calcagni – viene indicato come distruttivo e dannoso per l’intero paese. È paradossale che un singolo consigliere di minoranza distruggerebbe l’operato di un sindaco, sei assessori, quattro consiglieri di maggioranza, di una ventina di dipendenti comunali, più tecnici esterni. Inoltre influenzerei addirittura anche gli uffici della Regione Lazio. Li ringrazio di riconoscermi tutte queste capacità, però, la mia attività si è limitata a segnalare, con interrogazioni e sulla stampa, solo alcuni errori. Comunque, l’unica certezza che i cittadini hanno è che fino alla mia revoca, non sono state mai annullate o corrette delibere e determine. Da quella data in poi è un continuo susseguirsi di ritocchi. A memoria, dimenticandone sicuramente qualcuna, ricordo la revoca del concorso per il custode del cimitero, disattendendo le speranza di diverse persone; l’invito a circa dodici ditte per la manutenzione stradale, per le quali non sono mai state aperte le buste con l’offerta; la nomina del tecnico comunale fatta a circa un mese dalla data di scadenza prevista nel bando con vari atti revocati e riemessi; il bando del dirigente amministrativo di cui non si hanno più notizie; le delibere per patrocini gratuiti da integrare con successive deliberazione perché sono stati spesi, senza essere previsti, soldi comunali; la nuova delibera di approvazione del bilancio di previsione per inserire le somme da corrispondere alla Comunità Montana accordate dal Sindaco senza che l’ignaro assessore al Bilancio, e l’intera maggioranza, ne sapesse nulla; le deliberazioni fatte con pareri contabili difformi dal contenuto e per finire un’ordinanza di chiusura per un autosalone sospesa dal Tar del Lazio il giorno successivo alla notifica della stessa. Alla luce di tutto ciò – ha concluso Calcagni – prima di dare la caccia allo “stregone”, accusandolo di fare politica negativa e senza senso, iniziassero loro a fare politica e a rispondere alle esigenze della cittadinanza, senza danneggiare chi non li adora».

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