In paese tutti contagiati da Pizzica e Jacaranda – Spopolano in paese i ritmi della musica popolare del centro sud grazie ad una vera e propria scuola di ballo

 

ARCE – Contagiati dalla “ballarella”.
Spopolano in paese i ritmi della musica popolare del centro sud grazie ad una vera e propria scuola di ballo.
Da oltre tre anni, infatti, quasi cinquanta appassionati e semplici amanti del ballo condividono un’esperienza che porta in se la tradizione e la convivialità tipica di altri tempi. La scuola si chiama “Danza della Terra” alla quale è stato affiancato un nuovo corso di tamburello denominato la “Bottega dei suoni” in collaborazione con l’associazione culturale “Melodeon” presieduta da Giuliano Gabriele.
Le particolari “lezioni” si tengono ad Arce dal mese di settembre ogni martedì, presso i locali della banda musicale cittadina e coinvolgono persone del posto molti appassionati dei paesi limitrofi. Le lezioni di tamburello (tamburi a cornici) sono tenute da Eduardo Vessella, spesso affiancato dalla presenza di musicisti professionisti che collaborano con il percussionista e varie formazioni musicali molto note, tra le quali vale la pena citare “La Jacaranda”, “Bòrea – Folletti del Borgo”. Dopo i ritmi delle percussioni si passa alle danze. Anche qui le lezioni sono divise per due diversi livelli, principiante e avanzato, e sono tenute dall’infaticabile Oriana Iannetta e lo stesso Eduardo Vessella. I balli oggetto del particolare corso sono tutti rientranti in quelli della tradizione del centro-sud Italia: tammurriate, pizziche ma anche balli della terra di ciociaria, con ampi spazi ai vari saltarelli, o da tanti cosiddette “Ballarelle”  che si diversificano nelle coreografie da paese a paese. L’intento di questi appuntamenti è quello di cercare di recuperare lo spirito e la ritualità, ritrovare legami con la musica etnica internazionale e contemporanea, lavorare sulla contaminazione dei linguaggi. Inoltre la finalità dei corsi è diffondere, approfondire e dare risalto alla cultura tradizionale, alla musica e ai balli popolari concentrandosi anche in un opera di recupero di quelle danze che con il tempo sono finite per perdersi.

 

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