In trecento applaudono Fiorito – A fare da padrona di casa Sara Petrucci che ha dichiarato: sarà una battaglia di valori

ARCE – Fiorito conquista gli arcesi.
È stata una grande convention quella che si è tenuta mercoledì sera ad Arce presso il ristorante Colleolivo. Non una cena elettorale a cui si è abituati in periodi come questi, alla quale magari si partecipa per fare piacere all’amico di turno, ma un incontro fondato su delle convinzioni comuni. È questo quello che si è percepito dall’atmosfera dell’incontro fatta di tanti applausi e standing ovation.
Una sala piena in ogni ordine di posto (oltre trecento i partecipanti) ha fatto da cornice ad una serata sicuramente ben organizzata nei minimi dettagli dal locale comitato elettorale del candidato, sapientemente coordinato dal capogruppo del Pdl al comune e dirigente provinciale Sara Petrucci. «Mi avevano detto – ha chiosato l’onorevole Fiorito appena arrivato – che si trattava di un incontro con quattro amici. Se questi sono i quattro amici, allora possiamo ben sperare in un grande risultato».
Numerose anche le presenze politiche a sostegno dell’ex sindaco di Anagni. Tra le più importanti, per ciò che riguarda gli assetti locali, la presenza e il sostegno di due assessori ed un consigliere dell’attuale maggioranza Simonelli. Si sono detti con «determinazione» al fianco di Fiorito, infatti, l’assessore ai Lavori Pubblici Emanuele Calcagni (assente alla manifestazione per motivi personali), l’assessore alle Politiche Sociali Domenico Sugamosto, il consigliere delegato allo Sport Roberto Patriarca. Presente anche l’ex vicesindaco e attuale consigliere d’opposizione Sisto Colantonio. Molti altri gli amministratori del comprensorio che hanno partecipato, tra i quali: il sindaco di San Giovanni Incarico Antonio Salvati, il vicesindaco di Ceprano Paolo Castaldi e l’assessore del comune di Roccadarce Arduino Arcese.
Gli onori di casa sono spettati ovviamente alla Petrucci che, prima del suo intervento, ha invitato il vicepresidente della Provincia Fabio De Angelis e il sindaco di San Giorgio a Liri Modesto Della Rosa a portare il loro saluto in rappresentanza dell’intero territorio provinciale.
«Finalmente – ha detto la Petrucci – sono passati cinque anni e finalmente abbiamo la possibilità di riconquistare la Regione Lazio, mandando a casa il malgoverno di Marrazzo e compagni. Abbiamo l’occasione di realizzare quel filo azzurro, a me tanto caro, che legherà l’amministrazione provinciale, riconquistata da Iannarilli e De Angelis dopo ben 15 anni, al governo della regione fino a quello nazionale. Questa volta – ha aggiunto – la battaglia è tra due donne candidate presidenti e potrebbe sembrare questa la vera novità. Ma così non è, perché la vera novità si fonda sui differenti valori in gioco. Da una lato, con la Polverini, c’è chi riconosce un valore alla famiglia, alla salute dei cittadini, al lavoro e al diritto di sperare in un futuro migliore. Dall’altra parte, invece, c’è chi è in piena antitesi con questi valori. È su questo che dobbiamo riflettere quando andremo ad esprimere il nostro voto. Abbiamo assistito a cinque anni dell’amministrazione Marrazzo, dove gli ospedali sono stati solo chiusi e qualcuno, non sapendo che dire, va ancora parlando dell’amministrazione Storace. La verità è che anche loro stessi riconoscono che, se non ci fosse stato lo scandalo dei trans, questa giunta sarebbe stata ricordata come l’amministrazione del nulla. Una parola – ha detto ancora la Petrucci – va spesa anche sul lavoro. La sua difesa non è un a prerogativa del centro sinistra e noi l’abbiamo dimostrato candidando una personalità come Renata Polverini. Allora, perché votare Franco Fiorito? Perché è l’esempio di meritocrazia, di una persona che si è formata sul campo, capace di rappresentarci nel migliore dei modi non solo nel consiglio regionale ma in giunta come assessore. Il sindaco di Roma Alemanno, in occasione dell’apertura della campagna elettorale, ha detto: “la vittoria di Franco Fiorito dipenderà dall’impegno di ognuno di noi, perchè Franco sarà assessore se saremo capaci noi di dargli il giusto peso elettorale che merita questa terra”. È questo l’invito che sta sera giro a voi affinché uscendo di qui siate in grado di convincere i vostri amici e parenti che questa è la scelta giusta».
«La passione e il patos di Sara – ha detto invece Fiorito – mi hanno emozionato. In questi giorni si sarebbe dovuto parlare più spesso di meritocrazia e lei sarebbe stata senz’altro, per questa provincia, un ottimo esempio. Ma purtroppo, spesso, anche il mio partito dorme sotto certi punti di vista. Sono sicuro comunque che il destino di Sara sarà radioso. Voglio ringraziare – ha aggiunto – tutti gli amministratori presenti e i tanti cittadini di Arce che sono qui questa sera. Noi, non abbiamo paura di nessuno e vogliamo esportare le nostra esperienza e capacità politica provinciale al governo della Regione. Non vogliamo andare a rappresentare un angolo di un territorio, ma essere protagonisti e propulsori di un nuovo modo di intendere l’amministrazione regionale. In questi giorni – ha spiegato Fiorito – si è parlato di liste, dei burocrati, degli scioperi della fame, dell’aborto, degli anni ’70. Ma quant’è presente, invece, oggi il tema della capacità di parlare del nostro territorio e dei suoi problemi reali? Quanto – incalza – ci vogliono distrarre in questa campagna elettorale? Questi signori vorrebbero far sì che si ritorni in quella fase delle elucubrazioni dell’immagine di Marrazzo che, nell’ultima campagna elettorale, con la sua sciarpa rossa, girava la provincia sui treni dei pendolari, negli ospedali, nelle fabbriche, dappertutto, dicendo che avrebbe cambiato questa regione. Ci vogliono far dimenticare che quella fase è stata la più drammatica della storia del Lazio, che ci ha portato al completo disastro. Dobbiamo tornare a parlare dei temi concreti che interessano i cittadini – ha ripreso il candidato – che hanno la zia che sta male ed è abbandonata in una corsia d’ospedale, di un figlio che non riesce a trovare un lavoro, delle persone che fanno le analisi nella Valle del Sacco e trovano i veleni o la diossina nel loro sangue, di chi nella zona del cassinate non riesce ad avere strumenti validi per le loro imprese. Avrei tanto voluto che ci fosse stato ancora Marrazzo, non per “processarlo” dei suoi vizi privati, ma per quanto male ha fatto alla nostra Regione. Cinque anni con quattro assessori regionali del centrosinistra locale. Uno, De Angelis, è svolazzato in Europa pensando di perdere le elezioni regionali; un altro, Scalia, è scappato dalla Provincia e l’hanno paracadutato su una poltrona della Regione ed oggi va in giro rubando anche gli emendamenti che ho fatto io. È il tempo di entrare con forza alla Regione, la mia richiesta a voi è di essere attivi in questa campagna elettorale cercando di moltiplicare per uno, per due e per tre il consenso che abbiamo già stasera in questa sala per ottenere un risultato straordinario. C’è bisogno di un vero movimento popolare che dia un segnale forte, in un momento come questo, in cui la politica è diventa così altisonante, ma così distante dal territorio, per dire chiaramente che c’è chi, come noi, riesce a collegare la capacità di fare politica sul territorio alla capacità di pensare alla politica in grande. Questa – ha concluso – è la vera sfida e sono convinto che siamo maturi per affrontarla, coinvolgendo tutti in questo progetto ambizioso, supportato da una squadra preparata e all’altezza di cambiare, finalmente, questa Regione».

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