Incarico legale ‘d’oro’ – Scontro a fuoco tra le parti

Incarico legale di 22mila euro, scontro aperto tra maggioranza e opposizione.
Sta facendo discutere la delibera numero 69 del 14 dicembre 2009 approvata dalla giunta municipale, con la quale si affida un incarico legale a difesa dell’ente per 21.935,60. La vicenda risale al 1992 e riguarda dei lavori effettuati da un impresa per l’ampliamento dei cimiteri di Arce e Isoletta. Nel corso di questi lavori l’impresa aggiudicataria ha presentato delle riserve per costi aggiuntivi. Da questo ne sarebbe conseguito un contenzioso tanto da spingere la ditta a citare il comune di Arce innanzi al Tribunale di Cassino chiedendo un risarcimento danni pari ad oltre 7 miliardi delle vecchie lire. Il Tribunale di Cassino, però, con sentenza n. 299/08, ha rigettato la richiesta della ditta ritenendo fondate le difese dell’ente. A seguito di tale decisione la stessa ditta appaltatrice ha presentato appello dinanzi la competente magistratura insistendo per la condanna del Comune al risarcimento per i presunti danni subiti. Il consigliere di minoranza Marcello Marzilli ha espresso forti critiche sul deliberato in questione.
«E’ sconvolgente – ha detto l’ex assessore – che l’Amministrazione comunale non trovi i soldi per garantire il sostentamento alle famiglie in difficoltà economica e poi decida di affidare un incarico ad un legale di questa cifra. Certo – ha aggiunto ancora Marcello Marzilli – il Comune se chiamato in giudizio deve difendersi. Ma a mio avviso poteva cercare di ridurre al massimo le spese scegliendo altre strade. Avevano detto che volevano eliminare gli sprechi – ha concluso -. Evidentemente per loro è uno “spreco” aiutare le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Evidentemente intendono come un sano investimento affidare incarichi agli avvocati prelevando somme dal fondo di riserva e ipotecando addirittura il bilancio 2010». Secca la replica dell’amministrazione comunale.
«L’Amministrazione – si legge in un comunicato – non poteva non conferire mandato per il giudizio in appello. Peraltro la giunta ha svolto un’indagine preventiva al fine di valutare la congruità delle parcelle presentate da vari avvocati specializzati in questo particolare tipo di giudizio. La giunta, inoltre, ha riconosciuto un acconto di duemila euro per il corrente esercizio mentre la restante somma verrà corrisposta nel corso di esercizi finanziari successivi. E’ chiaro – si legge ancora nella nota – che questa vicenda andava affrontata in questo modo proprio per il dovere di garantire l’ente da un possibile condanna che, ricordiamo, rischierebbe di gravare sulle casse del Comune in maniera irreparabile».
«Se mi avessero chiesto un consiglio prima di affidare l’incarico – ha replicato Marcello Marzilli – non avrei avuto problemi ad indicare loro quale era la via migliore e più economica da seguire. Io non sono un “amministratore per caso” e magari avrei suggerito loro di legare il compenso all’esito del giudizio, oppure di costituire un “fondo cassa” con il quale anticipare esclusivamente le prime spese, o ancora di seguire la strada della “convenzione” con un team di legali. Riguardo a ciò che ho fatto in passato – ha chiarito ancora – non ho difficoltà ad affermare che non mi sono sottratto ad accollarmi la responsabilità di riconoscere debiti fuori bilancio generati da altri. Allora ero in compagnia dell’attuale sindaco Roberto Simonelli e dell’assessore al bilancio Marco Marzilli. Ora – ha concluso Marzilli – il mio ruolo è diverso e devo svolgere il compito che gli elettori mi hanno affidato, cioè quello di vigilare sull’operato della amministrazione».

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