La cultura ‘contro’ Fraioli – ‘Mancano progetti, obiettivi, risorse e coordinamento: deve dimettersi’

ARCE – «L’assessore alla Cultura deve dimettersi».
E’ questo, in sintesi, il senso della missiva inviata ieri mattina al sindaco di Arce, Roberto Simonelli, da parte di cinque associazioni culturali del paese.
Il duro j’accuse di “Murata Street sound”, “S. Agostino”, “La Lanterna”, Torneo di calcetto “Città di Arce” e “Astrambiente” non fa sconti al «sistema di gestione» messo in atto dalla giovane Brigida Fraioli per i settori cultura e turismo.
Un foglio intero dattiloscritto per circostanze fatti che inchioderebbero l’assessore ad una inevitabile presa d’atto. I cinque presidenti partono dall’ultimo disguido inerente il ritardato invio della richiesta fondi alla Regione Lazio, per dimostrare la necessità di una netta inversione di tendenza.
«Quanto è accaduto – scrivono in un passaggio della lettera recapitata al primo cittadino – conferma tutte le nostre preoccupazioni. L’assessore al ramo da lei delegato – accusano – si è mostrato, in tutti questi mesi, inadeguato al ruolo affidatole. I fatti sono sotto gli occhi di tutti, così come lo sono i risultati. Guardando al futuro, la situazione è ancora più preoccupante. Manca un progetto di base, manca la volontà di una seria riorganizzazione, mancano gli obiettivi da perseguire in maniera condivisa, mancano (e non si cercano) le risorse, manca un ruolo di coordinamento che solo l’assessore può espletare. Potremo redigere – aggiungono ancora i presidenti delle associazioni – un elenco di tutto ciò che era doveroso, dal nostro punto di vista, svolgere in questo anno e mezzo d’amministrazione. Non lo facciamo perché crediamo opportuno ribadire anzitutto che per guidare un assessorato ci vogliono dei requisiti imprescindibili: la volontà di fare, il tempo da dedicare, le capacità di coinvolgere e mediare le diverse sensibilità. Purtroppo tutto ciò non ci è stato. E poco importano i perché. L’assessore – concludono – dovrebbe prenderne atto e valutare la possibilità che siano altri ad occuparsi di questi importanti settori».

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