La Diocesi abbraccia il Vescovo – «L’episcopato è il nome di un servizio e non di un onore» ha detto nell’omelia

ARCE – La nostra comunità parrocchiale accompagnata da don Ruggero, è stata  presente all’evento. Alle 15.30 un pulman, con diversi parrocchiani, è  partito da piazza Umberto I per assistere la venuta del nuovo Vescovo, Filippo Iannone. Di seguito, nel servizio giornalistico di Giulia Abbruzzese per Ciociaria Oggi, la cronaca.

SORA – «L’acqua bagna i vescovi oltre le spose».

Così monsignor Luca Brandolini ha ironicamente commentato la giornata impetuosa, dal punto di vista meteorologico, che ieri, in piazza Indipendenza, ha accolto l’insediamento ufficiale del nuovo vescovo della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, monsignor Filippo Iannone.

L’arrivo dell’alto presule, proveniente da Napoli, è giunto intorno alle 16.30 in piazza Santa Restituta, dove è stato accolto dal sindaco Casinelli, dal presidente della Provincia, Iannarilli e da numerose autorità politiche, civili, militari e religiose. Dopo il corteo che lo ha accompagnato fino a piazza Indipendenza, il vescovo è entrato in cattedrale, dove ha prima baciato il Crocifisso e poi asperso tutti con l’acqua benedetta. Quindi il cancelliere vescovile ha dato lettura della bolla pontificia, al termine della quale monsignor Brandolini ha consegnato il pastorale al nuovo vescovo, insediandosi così ufficialmente nella Diocesi. Poi, indossati i paramenti dorati, Iannone si è recato nella piazza antistante la cattedrale per presiedere, sul palco appositamente allestito per l’occasione, la concelebrazione liturgica. Breve ma intenso l’intervento iniziale di monsignor Brandolini che ha speso parole di gratitudine e apprezzamento nei confronti della nuova guida ecclesiastica della Diocesi: «Guidala da pastore buono in mezzo al suo popolo – ha detto rivolto al suo successore – e illumina il cammino con la saggezza e l’amore di un padre nei confronti dei propri figli».

Nell’omelia, invece, il lungo discorso di monsignor Iannone ai migliaia di fedeli che, nonostante la pioggia battente, hanno presenziato tutta la cerimonia religiosa. «Il Vangelo – ha detto il Vescovo – non è stato scritto per essere ricordato ma vissuto e la vera autorità consiste nell’essere primi per gli altri, non nel primeggiare. Questa è la vera grandezza evangelica e l’episcopato è il nome di un servizio non di un onore: al vescovo compete più il servire che il dominare. Ecco la ragione del mio venire: – ha proseguito Iannone – annunciare Cristo, farlo conoscere, amare e seguire, proprio come ha fatto padre Luca nei sedici anni di episcopato in questa Diocesi. Permettetemi di rivolgermi a tre soggetti in particolare, il cui impegno educativo ritengo indispensabile: i sacerdoti, collaboratori del Vescovo, che devono operare in sintonia con lui uniti come le corde alla lira; le famiglie, che riflettono in piccolo ciò che la chiesa è chiamata ad essere quotidianamente e, infine, i giovani, che il Signore chiama ad essere profeti, messaggeri del Suo amore e costruttori di un mondo di speranza. Quello di stasera – ha concluso monsignor Iannone rivolto proprio ai tanti giovani presenti – possiamo considerarlo l’inizio del nostro lavoro insieme nel nome di Cristo, una giornata ricca di emozioni, valori e propositi». A conclusione dell’omelia una preghiera rivolta alla Vergine: «Veglia Maria su questi tuoi figli che non si stancano di venerarti e suub tuum presidium accoglici. Cosi sia». Uno scrosciante applauso della folla ha voluto ringraziare la nuova guida pastorale che da ieri è ufficialmente l’ottantaquattresimo Vescovo della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo.

 

Le foto della galleria fotografica sono di Bernardo Di Folco

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