La Forestale rischia il trasloco, manca una sede per il Comando – La querelle tra l’amministrazione comunale e la XV Comunità Montana potrebbe fare la prima ‘vittima’ illustre

ARCE – La querelle tra l’amministrazione comunale e la XV Comunità Montana potrebbe fare la prima “vittima” illustre.
Sembrano, infatti, allontanarsi le possibilità di ospitare nel pieno centro del paese il Comando Stazione Territoriale del Corpo Forestale dello Stato. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Simonelli, nello scorso luglio si era impegnata a fornire dei locali idonei per ospitare gli agenti specializzati nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico. A conferma di ciò ci sarebbe stato anche un sopralluogo informale con i responsabili del Corpo nei locali dell’ex mercato coperto, ossia al di sotto del belvedere di corso Umberto I, al secondo piano del Museo della Gente di Ciociaria. Ma qualcosa non è andato nel verso giusto.
La Comunità montana di Arce, a cui era stata affidata la struttura per beneficiare di un finanziamento pubblico, si sarebbe opposta alla concessione degli uffici, tanto da far scatenare le ire del primo cittadino che, di li a poco, avrebbe chiesto ed ottenuto dalla sua maggioranza l’uscita formale dall’ente montano. Ora l’intera vicenda sarebbe nel più totale impasse. In queste settimane si sarebbe infittita anche la corrispondenza tra i due enti facendo surriscaldare oltremodo il clima nella stessa maggioranza. Da quanto è trapelato, la Comunità montana starebbe prendendo tempo, respingendo in vario modo le sollecitazioni del comune di Arce. Di mezzo alla querelle ne potrebbe andare l’opportunità di ospitare la Stazione del Corpo Forestale che è in procinto di spostarsi dalla vicina Ceprano, dove da anni è in affitto oneroso e in cerca di migliore sistemazione. La competenza territoriale del Corpo riguarda i comuni di Arce, Roccadarce, Ceprano, Colfelice, Falvaterra e Pastena e potrebbe rappresentare per il paese un modo per riportare in pieno centro un’istituzione importante, che garantirebbe la presenza giornaliera di quattro o cinque agenti su una turnazione continua che include anche diversi servizi notturni.

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