La mozione imbarca acqua – Decisiva la posizione ‘super partes’ assunda dal sindaco Simonelli

ARCE – La mozione sull’acqua pubblica “affonda” in Consiglio.
La proposta di deliberazione presentata dall’assessore all’Ambiente Vincenzo Colantonio è stata bocciata con 7 voti contrari (Lucio Simonelli, Gianfranco Germani, Emanuele Calacagni, Filippo Colantonio, Roberto Patriarca, Sara Petrucci e Sisto Colantonio) e 7 favorevoli (Vincenzo Colantonio, Brigida Fraioli, Marco Marzilli, Annalisa Quattrucci, Dario Di Palma, Marcello Marzilli e Gianni Nardone).
Più di una sconfitta nel merito della questione, però, è sembrato bruciare il modo con cui il documento sia stato respinto dagli stessi membri della maggioranza, nonostante due voti di sostegno siano arrivati anche dai banchi dell’opposizione.
La votazione, che già nelle dichiarazioni di voto aveva assunto dei connotati squisitamente politici, ha creato in maggioranza uno spartiacque ormai non più eludibile. La lista civica “Liberamente per Arce”, e con essa i buoni propositi di mettere da parte gli stemmi dei partiti, è spaccata in due, tra centrosinistra e centrodestra.
Le distanze, non solo in ambito politico, sembrano essersi acutizzate con la possibilità concreata che queste incidano anche negli equilibri dell’amministrazione.
Sulla mozione dell’acqua, poi, una pesante responsabilità è attribuibile anche al ruolo avuto dal primo cittadino. Roberto Simonelli (membro del direttivo del Partito Democratico di Arce) si è astenuto appellandosi ad un alquanto dubbio ruolo di “super partes”.
Posizione, questa del sindaco, che ha mandato su tutte le furie l’assessore Colantonio, il quale non ha esitato a dargli dell’incoerente, ricordandogli che su altre mozioni, come ad esempio quella sul crocifisso proposta dal Pdl, il ruolo super partes non è stato evocato e il primo cittadino ha votato un documento politico del centrodestra e proposto dall’opposizione consiliare.

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