La povertà nel Lazio, un convegno ad Arce – Venerdì nella chiesa dei santi Pietro e Paolo

ARCE – Venerdì prossimo, 5 aprile, alle 17.30 nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, verrà presentato dal dottor Stefano Capparucci della Comunità di Sant’Egidio il “Rapporto sulla Povertà a Roma e nel Lazio 2012”.
L’importante evento, come spiega il coordinatore del progetto Giuseppe A. Violetta, dell’associazione culturale “La Lanterna”, è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Accendi la Speranza”, che vede coinvolte diverse associazioni del territorio ed è stato finanziato dal Cesv-Spes. Uno sguardo largo e appassionato non solo sul tema della povertà, ma sui poveri intesi come persone, storie, volti e nomi, emerge dal Secondo Rapporto sulla Povertà a Roma e nel Lazio realizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Nell’introduzione, Mario Marazziti propone una sorta di sottotitolo “Come vivere nella crisi”. Ma anche “come vivere meglio, invece che peggio, al tempo della crisi”. La prima particolarità di questo rapporto, quindi, è che contiene suggerimenti non solo per chi amministra, o per gli “operatori del settore”, ma anche per le famiglie e i singoli, affinché non si trovino soli di fronte alle difficoltà dell’ora attuale. Non a caso, il primo capitolo del Rapporto di Sant’Egidio titola proprio “Isolamento e solitudine, nuova povertà. L’importanza delle relazioni nei nuovi contesti urbani”. D’altra parte, uno degli impegni principali della Comunità di Sant’Egidio è proprio il contrasto alla solitudine, all’isolamento sociale, come è evidente dall’impegno per soluzioni abitative per gli anziani e dal programma “Viva gli anziani”, con il suo significativo slogan “Soli, no!”. Di anziani si parla diffusamente nel secondo capitolo del Rapporto, “Vivere da anziani nel Lazio”. Dunque, “I poveri al tempo della crisi” esamina alcune storie emblematiche, mentre si sofferma sulle risposte offerte dalla Comunità di Sant’Egidio, a partire dalla mensa di via Dandolo. Il problema casa è certamente parte della questione.
«Sfratti – afferma il Rapporto – è la parola sintetica di un problema e di una malattia cronica ma sempre acuta: la punta più visibile e dolorosa dell’emergenza abitativa».
Interessanti le proposte di “social housing” che vengono avanzate, con l’esame di alcune buone pratiche, in particolare di Bologna e Rimini. Non manca un capitolo su “Essere disabili”, che si sofferma sul problema della salute e dell’inserimento lavorativo, dove si segnala l’esperienza della “Trattoria de Gli Amici”, il ristorante gestito da una cooperativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, in cui lavorano 16 persone con disabilità. Nel rapporto si parla anche di disuguaglianze nella sanità e di storie di cure mancate. Un ultimo capitolo è dedicato al carcere. No alla doppia pena: un titolo che fa riferimento alle parole di papa Benedetto XVI nella sua visita al carcere di Rebibbia. Il rapporto, tuttavia, pur evidenziando criticità e problemi, non ignora i significativi passi avanti compiuti nell’ultimo anno e oltre a offrire dati e indicare costi, delinea una “road map” per garantire la dignità dei detenuti, principio peraltro innegabile dalla nostra Costituzione. In conclusione il Rapporto offre una panoramica dettagliata e competente sulla povertà a Roma e nel Lazio, senza tralasciare alcuna tipologia di disagio.

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