‘La sfiducia non compete al Consiglio’ – Il presidente Sara Simone ha ritirato il punto tra le proteste dell’opposizione

Salta il voto della mozione, la maggioranza evita la conta sulla questione dei pasti caldi. Alla fine, il tanto discusso punto all’ordine del giorno, avanzato dall’opposizione inerente la richiesta di dimissioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione, non è stato votato. In realtà il consiglio comunale non ha nemmeno discusso l’argomento. Appena introdotto, infatti, il sindaco Roberto Simonelli ha chiesto la parola per eccepire la competenza dell’assise sulla sfiducia ad un membro della giunta municipale. «E’ contro legem – ha detto il primo cittadino in un passaggio del suo intervento – discutere di qualcosa che non compete a questo consiglio. Chiedo quindi al presidente di farsi garante delle norme che potrebbero anche avere delle conseguenze penali e non far proseguire la trattazione dell’argomento». L’opposizione, dal canto suo, si è subito affrettata a chiarire che la mozione non intaccava le prerogative del sindaco, bensì poneva una questione politica su di un argomento particolarmente sentito dalla cittadinanza. Comunque sia, il presidente Sara Simone, dopo aver chiesto il parere al segretario comunale, ha deciso, tra le proteste dei consiglieri di minoranza, di ritirare il punto. «E’ un’amministrazione che scappa – ha detto a caldo Vincenzo Colantonio – perché sa di non avere i numeri». «Il dato politico – ha detto Sara Petrucci – è che con questo atteggiamento il sindaco conferma che l’assessore alla Pubblica Istruzione non ha più la fiducia della sua maggioranza. Il problema – ha concluso la Petrucci – è solo rinviato».

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