La statua di Sant’Eleuterio torna alla chiesa di Aquino – La sacra immagine giunse in paese due anni fa su interessamento di Antonio Fraioli

ARCE – Sant’Eleuterio “bambino” pronto a tornare nella chiesa parrocchiale di Aquino.
La statua che raffigura il patrono di Arce in età adolescenziale, che commosse la comunità arcese per la particolarità dell’opera, presto potrebbe tornare nella cattedrale dedicata ai santi Costanzo e Tommaso.
La sacra immagine giunse ad Arce circa due anni fa grazie all’interessamento del presidente della banda musicale “Città di Arce” Antonio Fraioli e alla disponibilità del parroco monsignor Mario Milanese, per poi essere affidata per il restauro all’artista arcese Marco D’Emilia. L’intervento di recupero ha ridato splendore ad una figura del santo inedita, facendo riscoprire la storia di Eleuterio e dei suoi compagni di ritorno dalla Terra Santa e probabilmente diretti a Roma. Nel novembre del 2011, con una semplice ma sentita cerimonia, la statua fu ridata al culto dei suoi devoti e poi collocata nella chiesa di Santa Maria, nel centro storico di Arce.
In questi giorni, le due comunità parrocchiali, stanno organizzando il ritorno della scultura in legno ad Aquino, città nella quale esiste una cappella dedicata proprio a Eleuterio che presumibilmente risale al 1582.
«È giusto – ci ha detto il presidente della banda Antonio Fraioli, che ha commissionato il restauro – che la statua di sant’Eleuterio ritorni nella cattedrale di Aquino. Siamo fiduciosi che adesso non venga riposta nei soliti angoli angusti, dato anche il considerevole valore storico e di fede che questa rappresenta». Poi il presidente fa cenno ad un quadro, che riguarda sempre il santo patrono, che sarebbe rimasto ad Aquino, ma che apparterrebbe alla comunità arcese. «Trovo altrettanto legittimo, però, – ha ripreso Fraioli – che la tela raffigurante sant’Eleuterio, che era posta dietro l’altare dell’omonimo santuario, invece di essere tenuta in qualche abitazione privata, ritorni al medesimo santuario di Arce, a ricordo dei nostri avi che per secoli hanno venerato come antica effige dell’amato patrono».
 

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