La Torre del Pedaggio – Detta anche Torre di Sant’Eleuterio

La torre medievale, sita lungo il fiume Liri, in località Campostefano, nei pressi della Chiesa di Sant’Eleuterio, è detta anche Torre di Campolato o del Pedaggio o, impropriamente, Torre Saracena.

    Dell’intera costruzione oggi restano la torre a pianta quadrangolare e ruderi dell’edificio annesso. La Torre si è ben conservata, con le sue pietre squadrate, con le sue mensole alla sommità che sostenevano il tavolato per il passaggio di vedetta, con il singolare cunicolo verticale segnato da pietre opportunamente sagomate, nel lato del fiume, con la caratteristica cornice rettangolare adornata da tre scudi sovrapposti, di cui il primo in alto si può attribuire alla Casa francese dei D’Angiò, che regnò nello Stato Napoletano tra il XIII e il XV secolo.

    La torre medioevale costituiva un presidio militare attrezzato, posto a controllo del traffico sul fiume Liri attraversato da un ponte che metteva in comunicazione il territorio di sinistra con quello destro del fiume, al confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio. Nel territorio circostante esisteva un villaggio, già al tempo dei Romani, chiamato Laterium e poi, nel Medio Evo, chiamato Campolaterio e quindi Campolato, o Ponte Campolato, per via del ponte di attraversamento del Liri.

    Facevano parte del complesso della Torre anche il ponte e un’hostaria, che figurano nell’elenco dei beni del Ducato di Arce affittato, nel 1584, dai Boncompagni ai fratelli Nardelli di Santopadre. Nel 1800, dopo le leggi eversive dei privilegi feudatari, era proprietario della Torre il Comune di Arce, che, nel 1854, concesse in fitto l’intero complesso, ormai svuotato dell’antica importanza di natura doganale e di pedaggio, oltreché militare. Ormai poteva recare qualche utilità la costruzione per i suoi vani da adibire ad alloggio e l’hostaria in quanto pur modesta attività di ristorazione.

    Il complesso della Torre Medioevale di Campolato è stato di recente bonificato e restaurato, per restituire ad Arce un capitolo di storia e un monumento imperituro di archeologia.

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