L’affare del palazzo pericolante – Il Comune emette un’ordinanza di demolizione e poi ne delibera l’acquisto. A scoprire la contraddizione è stato il consigliere Marcello Marzilli. Dopo aver chiesto spiegazioni l’esponente dell’opposizione ha scritto anche alla Procura di Cassino e al Prefetto di Frosinone

ARCE – Stesso palazzo, due destini diversi. Il Comune emette un’ordinanza di demolizione per un vecchio stabile mai ultimato, ritenuto fatiscente e pericoloso per la pubblica incolumità. Lo stesso ente, però, con una successiva delibera di Giunta, manifesta l’intenzione di acquistarlo. C’è qualcosa che non torna su quanto sta accadendo per l’immobile di via Magni. Per gli arcesi quel palazzo è uno degli emblemi dello scempio edilizio a cui è sottoposto il paese ormai da più di trent’anni. Uno spettacolo poco edificante che, insieme al palazzo di vetro di corso Umberto I, chi arriva ad Arce non può che notare, chiedendosi come sia possibile che, alle porte del centro storico di un paese, siano consentite situazioni del genere. Tanto è vero che proprio l’Amministrazione del sindaco Roberto Simonelli si è attivata più volte presso la proprietà per fare in modo che quella struttura venisse completata. Tentativi che non hanno sortito nessun particolare effetto, se non quello di far passare ulteriore tempo inutilmente, e che hanno indotto il primo cittadino ad andare sino in fondo sulla questione, facendo predisporre un’ordinanza di demolizione. Del fatto si è accorto Marcello Marzilli che durante l’ultimo consiglio comunale ha posto un’interrogazione ad hoc.
«Ho chiesto all’assessore ai Lavori Pubblici Gianfranco Germani – ha detto Marzilli – quando avrebbero avuto inizio i lavori di demolizione del palazzo sito in via Magni e meglio conosciuto come Palazzo Baisi».
«Una struttura – spiega il consigliere usando parole contenute nell’ordinanza del primo cittadino – definita come un pericolo per la pubblica incolumità, da mettere in sicurezza mediante demolizione in quanto, la sua precarietà strutturale, non consente di utilizzarlo neppure dopo aver eseguito eventuali interventi di consolidamento».
«Ebbene – prosegue il consigliere di “Arce nel Cuore” – l’assessore mi ha risposto che non sapeva nulla. L’altra mattina, con due mesi di ritardo, è stata pubblicata una delibera di giunta del 23 dicembre 2013, seduta alla quale Gianfranco Germani era presente, con la quale il Comune vuole comprare quel palazzo, pur potendo prenderlo gratis, per farci non è bene chiaro cosa».
«Ma allora, questo Palazzo – si chiede Marzilli – è pericolante o no? Mi viene da pensare – rincara – che l’assessore o partecipa e vota alle riunioni di Giunta senza capire che cosa sta facendo, oppure che lo stesso dice di non sapere ma in realtà, forse, lo fa per nascondere qualcosa. Per chiarire la vicenda dai contorni alquanto strani, ho protocollato in Comune la richiesta di revoca della delibera con cui la giunta ha manifestato l’intenzione di acquistare il fabbricato fatiscente, lo stesso sul quale il sindaco aveva ordinato la demolizione. Per non sbagliare e per evitare che il Comune abbiano a dimenticarsi della mia richiesta di revoca – ha concluso Marzilli – ho inviato la stessa nota anche alla Procura della Repubblica di Cassino e al Prefetto di Frosinone».

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