‘L’asilo dei ricchi se lo paghino loro’ – Retta del nido, il consigliere Colantonio punta l’indice contro Germani

ARCE – Marcia indietro dell’amministrazione sulla definizione della retta per il servizio di asilo nido.
Vincenzo Colantonio, capogruppo di “Prima gli ultimi”, torna sulla polemica che sta interessando l’autunno politico arcese, sollevando ulteriori dubbi sulle scelte dell’amministrazione Simonelli. Sotto la lente di Colantonio ancora la mancanza di fasce di reddito, puntando nuovamente il dito contro il vicesindaco Gianfranco Germani. 
«Dalle indiscrezioni sembra però che la soluzione proposta sia solo un po’ più decente, lasciando comunque sul tavolo le questioni più significative – ha detto Vincenzo Colantonio –. Un problema che rimane enorme è l’assoluta indisponibilità a prevedere le fasce di reddito per la definizione della retta. Senza le fasce di reddito il Comune avvia un servizio, sul quale potrebbero andare anche i soldi dei contribuenti, e dal quale sono escluse a priori intere categorie di popolazione  semplicemente perché non possono permetterselo. Chiedo agli amministratori, soprattutto a quelli del Pd, se è giusto che una ragazza madre precaria o due genitori a bassissimo reddito non abbiano la possibilità di accedere a un servizio perché costa troppo e perché costa troppo e perché il Comune non prevede nessuna agevolazione per la loro condizione. Chiedo ancora come potrebbe la Regione erogare il finanziamento di 30 mila euro, previsto in bilancio se questi soldi non vanno ad agevolare l’accesso al servizio rivolto alle categorie più deboli della popolazione. Con un servizio rivolto all’élite sociale del paese non c’è nessuna necessità di finanziamento pubblico e mi aspetto anche che nessun importo venga stralciato dal bilancio». 
«L’asilo “dei ricchi” se lo paghino i ricchi e per intero – tuona il consigliere di opposizione – il concetto di darwinismo sociale che si vuole applicare all’asilo nido è parte integrante di un modello politico ultraliberista e non è inaspettato che possa proporlo chi oggi ha nelle mani la delega per i servizi sociali. La cosa che fa tristezza è che nell’amministrazione ci sono persone che non hanno nulla a che spartire con questa idea di società divisa in caste, che però non riescono a far sentire nemmeno una flebile voce. Forse la faranno sentire in camera caritatis ma sicuramente non riescono minimamente ad incidere sulle scelte, demandate ad uno solo. Sembrano tutti rassegnati ad un decorso amministrativo, che è il peggiore possibile – si legge ancora nella nota –. La speranza in quanto cittadino, è che questa deriva venga perlomeno arginata e che al vicesindaco, che probabilmente ha la delega più inappropriata che sia mai stata assegnata da una giunta ad Arce, quella ai servizi sociali, qualcuno, nell’amministrazione, abbia il coraggio di dire che basta così». 
«Pur capendo la sua indole che vorrebbe una società di padroni e servitori – conclude Vincenzo Colantonio riferendosi al vicesindaco Germani – qualcuno dovrebbe ricordagli che è sufficiente quanto è stato fatto con la Tasi, che verrà pagata con le stesse tariffe da tutti a prescindere dal reddito, per massacrare la povera gente e salvaguardare, ancora di più, chi sta già meglio».
222
Da: ; ---- Autore: