L’assessore Fraioli: il mio è stato un voto a tutela della libertà – La replica alle osservazioni di Sara Petrucci

ARCE – «Il mio voto sul crocifisso? Un voto a tutela della libertà di ogni cittadino di poter scegliere senza condizionamenti il proprio percorso di fede».
Così l’assessore alla Cultura, Brigida Fraioli, ha inteso replicare alle osservazioni mosse dal consigliere comunale Sara Petrucci sulla mozione arrivata in consiglio comunale.
«Quello del crocifisso – ha detto l’assessore – è un argomento che si presta a facili, gravi e inopportune speculazioni, la prima delle quali è voler far credere che votare contro una mozione che di fatto sancisce l’imposizione del crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici sia votare contro il crocifisso stesso; niente di più errato. Come amministratore ritengo di avere il dovere di pensare al mio paese da un punto di vista che non sia assolutistico e soggettivo e devo rispetto profondo anche a chi non riconosce nei miei simboli e nel mio culto religioso. Sono moltissime, infatti, le persone che oggi giorno scelgono culti diversi da quello cristiano e non si tratta solo di immigrati, ma si tratta anche di cittadini italiani che liberamente aderiscono a espressioni religiose che trovano più confacenti alla propria sensibilità. A tal proposito trovo inopportune le illazioni su quelle che sarebbero le mie convinzioni: con il voto alla mozione non si richiedeva di certo una dichiarazione di fede, almeno così voglio sperare. Il mio è stato solo un voto scaturito – ha spiegato ancora Fraioli – anche da una riflessione intensa sulla croce. Il crocifisso è il simbolo dell’amore assoluto e incondizionato, per questo il volerlo imporre è qualcosa di inconcepibile. La religione cristiana porta in sé il germe della libertà, del libero arbitrio, della scelta intima, così come insegna Cristo, come insegnano le vite dei Santi e dei Martiri. La croce – fa notare ancora – non può essere imposta, può essere scelta. Personalmente ho a cuore la parrocchia, le attività legate alla solidarietà, alla formazione cristiana, alla celebrazione dei riti e se in passato siamo stati costretti a scelte difficili, avendo a che fare con un bilancio tecnico e poverissimo, oggi abbiamo già messo in preventivo per il 2010 una somma da dedicare al comitato festeggiamenti il quale potrà gestirla in maniera autonoma tra le tante iniziative di carattere religioso, fermo restando che la collaborazione tra amministrazione e parrocchia non può essere unicamente ricondotta allo stanziamento di contributi per le feste patronali, ma anche e soprattutto al dialogo tra due realtà importanti che mirano entrambe alla serenità del paese. Dialogo – ha concluso – che mi auguro nessuno provi ad inquinare soltanto per portare acqua al proprio mulino».

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