“L’assessore Vincenzo Colantonio? E’ un rivoluzionario di carta” – Dopo le accuse rivolte alla Minoranza e al Presidente del Consiglio d’Istituto

IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA
COMUNICATO STAMPA

Polemica Scuole sicure Marzilli risponde a Colantonio
“L’assessore Vincenzo Colantonio? E’ un rivoluzionario di carta”
Dopo le accuse rivolte alla Minoranza e al Presidente del Consiglio d’Istituto
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“Ma quale strumentalizzazione politica d’Egitto. Colantonio Vincenzo è sconvolto dalla certezza di non rappresentare più il dissenso di chi si oppone alle scelte di chi amministra e per questo attacca il Presidente del Consiglio di Istituto e i Consiglieri di Minoranza “rei” a suo dire di aver rappresentato la volontà dei genitori che non volevano vedere i propri figli frequentare  doppi turni scolastici”.
In questo modo Marcello Marzilli, Consigliere comunale di opposizione replica alle esternazioni, riportate sue quotidiani locali, dell’irrequieto Assessore comunale all’Ambiente.
“L’ineffabile Assessore Vincenzo Colantonio – afferma Marzilli – si chiarisca le idee e smetta i panni del “rivoluzionario di carta” per indossare quelli di amministratore che deve dare delle risposte alla Comunità, senza cercare nel ruolo ricoperto motivi di piccole rivincite personali che hanno il gusto decadente della vendetta da basso Impero. Trovo francamente sconclusionate le argomentazioni dell’Assessore Vincenzo Colantonio che ora, dopo una evidente “conversione sulla via di Damasco”  addirittura celebra il coraggio del Consiglio dell’Istituto Comprensivo di Arce   che, solo alcuni giorni fa,  aveva tacciato di “collaborazionismo” con i genitori che facevano prevalere i  loro interessi personali sulla incolumità dei figli.
Vincenzo Colantonio, a cui riconosco il coraggio di aver sollevato il problema grave della sicurezza degli edifici scolastici, senza curarsi degli inevitabili imbarazzi che avrebbe creato al Sindaco di Arce Roberto Simonelli e agli altri componenti della sua compagine, non ha il privilegio però di potersi arrogare uno speciale diritto all’insulto. E tantomeno può avere l’insostenibile pretesa di sentirsi sempre superiore   agli altri”.
Poi Marcello Marzilli difende i genitori che hanno espresso legittimamente il dissenso al ricorso ai “doppi turni” scolastici
 (doppi turni che erano stati paventati per far fronte all’emergenza scaturita dalla chiusura del Plesso Scolastico di Via Marconi).
“Colantonio non può accusare i genitori che hanno giustamente protestato contro il ritardo dell’inizio dell’anno scolastico di vedere la scuola come un “parcheggio”, quando invece è tutto il contrario.
Quei genitori che hanno protestato e che protesteranno ancora, hanno manifestato il loro disagio per una situazione che ad Arce non si era mai vista.
E francamente nonostante i tentativi del Dirigente scolastico di far finta di niente, non si può negare e neanche lui lo può fare, che ad Arce è avvenuto qualcosa di traumatico e di incredibile.
Il giorno in cui la scuola doveva essere aperta, i bambini della Scuola primaria, hanno trovato i cancelli serrati senza che nessuno avesse avvisato e preparato i genitori.
Chi allora si dovrebbe vergognare: i genitori che hanno protestato o chi avrebbe dovuto informarli ?”.
Marzilli entra poi nel merito dell’attacco di Colantonio al Presidente del Consiglio di Istituto.
“Attaccare il Presidente del Consiglio di Istituto è fin troppo facile. Sa bene Colantonio che il presidente del Consiglio d’Istituto non risponderà, almeno sulla stampa.
 E sa bene che la riunione di martedì è stata richiesta dai genitori che poi, numerosi, hanno sottoscritto il documento sottoposto al Consiglio di Istituto
Non parli poi Colantonio della strumentalizzazione della stampa.
Se Colantonio avesse seguito di più le vicende italiane si sarebbe accorto che da giorni l’attenzione dei media è concentrata sulle problematiche della Scuola. Perché, dunque la TV, i giornali, le radio locali non  avrebbero dovuto occuparsi del “caso Arce”?
Forse  perché lui è Assessore e perché al timone in Comune c’è una Amministrazione  che ritiene di essere “unta dal Signore”?
Non si ricorda forse Colantonio  quando (lui sì, da solo) lottava “contro i mulini a vento” sostenendo che la Scuola di Arce fosse insicura  venendo puntualmente smentito dal sindaco di Arce Giuseppe Corsetti e dall’allora Assessore alla Pubblica Istruzione Roberto Simonelli?
 Non si ricorda il prode Vincenzo Colantonio quando si è dimesso da membro del Consiglio di Istituto di Arce in palese polemica con i membri del consesso e con il Dirigente scolastico, che all’epoca la pensavano diversamente da lui?
Eppure non è passato tanto tempo.
E mi fermo qui.
Forse, molto più modestamente, l’obiettivo di Vincenzo Colantonio è quello di recuperare consenso tra i genitori che non hanno gradito i suoi insulti.  O forse anche quello di colpire il coniuge del Presidente del Consiglio di Istituto.
Allora Vincenzo Colantonio  abbia il coraggio di attaccare me: Marcello Marzilli, Consigliere comunale di Arce.
Nel modo del “rivoluzionario di carta” Vincenzo Colantonio io vedo solo l’arroganza di un  potere effimero che per lungo tempo ha fatto a meno di lui e che, molto presto, si dimenticherà di lui.
Nel modo di atteggiarsi di Vincenzo Colantonio, nel suo modo sprezzante di aggettivare chi non la pensa come lui, io vedo solo il pallido eco   del motto fascista: “me ne frego”.
Ma io gli rispondo con quella parola che era scritta grande su una parete della scuola di Don Milani   e cioè: “I Care”.
Caro Vincenzo Colantonio a me interessa la scuola, a me sta a cuore la scuola. E a te lascio l’amarezza di un ruolo che ti sta stretto”.
Marcello Marzilli, quindi cambia passo e incalza l’Assessore.
“Interessati dell’ambiente, caro Assessore Colantonio.
Interessati della raccolta differenziate che non esiste.
Interessati di chi deve pagare il conto per lo smaltimento dei rifiuti  trasportati a Colfelice.
Interessati delle tante discariche  che avvelenano Arce.
Interessati delle fognature che non funzionano.
Interessati del progetto di risparmio energetico che hai annunciato e che è rimasto solo sulle pagine dei giornali.
Interessati cioè del tuo settore senza invadere il campo dell’assessore alla Pubblica Istruzione che non credo debba e voglia essere sostenuto, anche perché in questi difficili frangenti sta dando dimostrazione di grande equilibrio.
Interessati di ciò e poi e fammi sapere.
Da te  caro Vincenzo Colantonio io mi aspetto questo solo.
E non  pretendo affatto che  tu capisca le motivazioni pedagogiche che hanno spinto il presidente del Consiglio di Istituto e i genitori che rappresentava ad assumere una certa posizione. Una posizione che, tra l’altro, senza che lui forse se ne accorgesse, è stata accolta dal suo Sindaco che di fatto si è impegnato a non far perdurare tale situazione per più di tre settimane.
Del resto che il “doppio turno” sia un “problema” e non una “risorsa” per gli studenti  è talmente chiaro che neanche i pedagogisti hanno sentito la necessità di stigmatizzarne gli effetti. Gli svantaggi, le difficoltà, le negative influenze sull’organizzazione della giornata degli studenti, sono talmente evidenti che appare anche superfluo discuterne. Con buona pace tua, che insultando e offendendo il presidente del Consiglio di Istituto e i Consiglieri di opposizione, sei riuscito solo, come al solito, a lanciare palle di sterco che non colpiscono il bersaglio”.

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